domenica 25 Settembre 2022

Coronavirus, l’assessore D’Amato non cede di un passo. “Serve rigore o terza ondata sarà terribile”

Non sembra essere stato in alcun modo intaccato in convincimento dell’assessore regionale alla sanità, Alessio D’Amato, dalle polemiche nate, non solo da parte del centrodestra ma anche all’interno della compagine di giunta del Lazio, a seguito delle dichiarazioni rilasciate sulla possibilità di mantenere le misure restrittive rispetto ai locali e alle attività commerciali sino a primavera 2021.

L’impostazione era e resta quella del massimo rigore. L’obiettivo primario è quello di evitare a tutti i costi di ripetere gli errori, e le leggerezze, che hanno contraddistinto l’estate le cui ripercussioni in termini di contagi, e soprattutto di vittime, si sta pagando ancora oggi nel Lazio e nella provincia di Latina.

“Non è pensabile derogare dalla linea di rigore che ha accompagnato il Lazio in questi mesi con risultati che hanno evitato finora le ulteriori restrizioni di zona rossa. Siamo stati guardati con sospetto quando, prima di altri, abbiamo proposto la mascherina obbligatoria sempre o quando ci siamo opposti alla riapertura degli stadi. Oggi – spiega D’Amato a margine del XXX Congresso nazionale dell’Associazione italiana radioterapia e oncologia clinica (Airo) – siamo ancora in una situazione in cui bisogna essere molto prudenti e attuare misure proporzionate”.

L’andamento, non stabilizzato della curva epidemiologica lascia infatti ancora troppe incognite e troppi margini perchè il virus possa tornare a correre veloce come accaduto sinora.

“Mi permetto di ricordare che quando è partita la seconda ondata avevamo un numero di casi giornalieri sei volte inferiori a quelli attuali, vale lo stesso per i ricoveri passati arrivati in poco tempo ad oltre 3.000 di oggi. Avevamo ricoverati nelle terapie intensive dieci volte in meno ai 342 attuali e un numero dei decessi giornaliero tre volte inferiore. Con questa base di partenza di fronte ad una terza ondata il rischio è che vengano travolti gli argini. Ecco perché è fondamentale continuare ad abbassare la curva dei contagi e mantenere il massimo rigore. Guai a pensare che la battaglia è vinta”.

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