Lockdown in aree specifiche del territorio. Test a tappeto. Riattivazione dei reparti Covid che erano stati chiusi dopo la fase acuta della pandemia oggi tristemente in crescita.

Aumento dei posti letto in terapia intensiva e alberghi per effettuare la quarantena.

Questi alcuni dei provvedimenti che in questi giorni si stanno mettendo in atto, da parte della Regione Lazio, per cercare di contenere e mantenere sotto stretto controllo la diffusione del coronavirus.

Il Lazio, infatti, insieme alla Campania oggi è una delle regioni con il più alto tasso di persone risultate positive al Covid 19.

I numeri non scendono sotto i 200 contagi al giorno con territori, come la provincia di Latina particolarmente esposti a differenza di quanto accaduto nel pieno del lockdown.

La media dei contagi sul territorio pontino è in costane crescita e tremano, in vista di possibili “zone rosse” mirati, città come Aprilia dove solo ieri i nuovi positivi sono stati ben 12.

Si inaspriscono le misure di contenimento a partire dall’obbligo delle mascherine anche all’esterno e senza limitazioni di orario ma un nuovo inasprimento di provvedimenti è tutt’altro che escluso.

“Stiamo lavorando con attività chirurgiche e puntuali, pertanto se saranno necessarie – spiega l’assessore alla sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato – a causa di un’ulteriore crescita dei contagi, interverremmo in questo senso”.

Inoltre è stato siglato l’accordo con Anisap,  Aiop, Unindustria e Federlazio per l’esecuzione dei test antigenici basati sull’identificazione degli antigeni del virus Sars CoV-2 alle strutture private alla tariffa massima al pubblico di 22 euro con l’impegno di pubblicarla sul sito Salute Lazio.

“Un accordo importante che consentirà di ampliare – conclude D’Amato – l’attività di testing ad una tariffa calmierata e nella massima trasparenza“.