Ha rischiato di portare all’implosione i rapporti tra i ministri alla sanità e ai trasporti la questione del mantenimento, o meno, del distanziamento sui treni.

Una decisione su cui il ministro Paola De Micheli avrebbe optato per l’allentamento mentre il ministro della Salute Roberto Speranza ha impresso una forte frenata.

La ragione? L’aumento dei contagi, la “leggerezza” dei cittadini che se non di fronte a misure stringenti e multe salate non indossano mascherine e non rispettano i distanziamenti.

Fatto sta che è arrivata una nuova ordinanza che ribadisce che in tutti i luoghi chiusi accessibili al pubblico, compresi i mezzi di trasporto, resta obbligatorio sia il distanziamento di almeno un metro che l’obbligo delle mascherine.

La società ferroviaria Italo, per oggi, sta cancellando alcune corse.

Intanto resta altissima nel Lazio l’allerta inerenti il trasporto aereo. I controlli sinora non sono bastati a frenare i possibili positivi.

Si stanno valutando altre misure con l’obiettivo di contenere i casi di importazione e, soprattutto, sui mezzi pubblici di garantire la sicurezza a tutti.

Sull’esigenza di mantenere alta la guardia e non cedere rispetto alle misure per il contenimento della diffusione del Coronavirus c’è l’assessore regionale alla sanità, Alessio D’Amato che contro l’ipotesi di togliere il distanziamento sui treni aveva tuonato: L’Italia è accerchiata da Paesi in cui la curva sale e qui si dice stop al distanziamento. Ricordo che Roma è la principale destinazione dei treni ad Alta velocità del Paese. Mentre aumentano i contagi e le regioni con valore RT superiore a 1 siamo sicuri che è una buona idea eliminare distanziamento sui treni? Questa decisione si accompagni ai test rapidi a viaggiatori su treni e i voli”.“