Non so se ci rendiamo conto che stiamo diventando imbarazzanti.

Era dai tempi della scuola, di quando si bigiava, che non sentivo reprimenda e “minacce”, non troppo velate e sin troppo giustificate e legittime, da parte delle istituzioni.

I sindaci, fatta eccezione per quello di Latina che prosegue sull’onda dell’adagio calmo, continuano a postare video in cui hanno finito parole e gesti per far capire ai cittadini che non si tratta di uno scherzo.

Abbiamo assistito alle fughe di massa dalle zone rosse, agli assalti ai supermercati due minuti dopo che si erano vietati gli assembramenti, a gente che si era riscoperta come Bartali e Bolt e non poteva non correre o andare in bici.

E poi vediamo, ultimo ma solo in ordine di tempo quello del primo cittadino di Spigno Saturnia, Salvatore vento che ha detto a chiare note “Il giorno di Pasqua sono capace di passare casa per casa con i vigili urbani e vedere se gli abitanti stanno a casa. Non ho più parole nei confronti di queste persone che non hanno rispetto per se e per il prossimo. Forse non hanno capito che un piccolo errore può costare caro, perché il Covid 19 non guarda in faccia a nessuno”.

Ma ce ne sono un numero infinito, più o meno comico nei modi ma fin troppo serio non solo nelle motivazioni ma soprattutto negli obiettivi.

Ci sono poi i sindaci, da Sabaudia a Minturno, che stanno preparando vere e proprie barricate intorno alle città, stanno blindando il litorale, hanno chiuso con i varchi gli accessi alle aree verdi.

E’ normale tutto questo? Personalmente se qualcuno mi riprende su una cosa anche piccola e generica lo trovo già un richiamo di troppo.

Non comprendo, per mio limite certamente, perchè si deve arrivare a questo.

E l’unica risposta era e resta che siamo, non tutti per fortuna, un popolo di egoisti, incivili.

I sindaci e le istituzioni avrebbero cose ben più importanti da fare con la crisi economica e sanitaria in atto e sono costretti dalla nostra incapacità di esercitare il buon senso a rincorrerci come se fossimo eserciti di galline impazzite o adolescenti in cerca di autore.

Aggirare le regole in un momento in cui siamo alle prese con un nemico subdolo, invisibile, aggressivo non ci rende furbi ma degli emeriti idioti.

A Pasqua e Pasquetta state a casa, fatelo perchè avete compreso che questa battaglia si può vincere solo se ciascuno, nessuno escluso, fa la sua parte.

E state a casa anche nei giorni a seguire finchè la comunità medica e scientifica non dirà che l’Italia può tornare a camminare senza pericolo di ripiombare dopo un millimetro nel baratro.

Bisognerebbe essere orgogliosi e capaci di difendere la nostra libertà. Ma per farlo si dovrebbe anche sapere quando essere liberi significa attenersi scrupolosamente alle regole e, purtroppo, non è cosa per tutti.