Rispetto alla giornata di ieri, si registrano 5 nuovi casi positivi, di cui quattro trattati a
domicilio e distribuiti nei comuni di Itri (1), Latina (1), Sabaudia (1) e di Santi Cosma
e Damiano (2).

Non si registrano nuovi decessi.

Questo il contenuto del bollettino della Asl di Latina. Mentre aumentano in modo esponenziale i tamponi con file lunghissime che si snocciolano tra le vie di Latina a partire dal Santa Maria Goretti di Latina, i positivi seguono un trend altalenante.

Intanto, l’ultimo monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe di Bologna, evidenzia come siano 19.714 i casi attualmente positivi che per il 91,8% sono concentrati in undici Regioni: 29,4% in Lombardia, il 33,4% in Lazio, Emilia-Romagna e Veneto e un ulteriore 29% in Campania, Piemonte, Toscana, Sicilia, Puglia, Sardegna e Liguria.

Il restante 8,2% dei casi si colloca in sette Regioni e due province autonome.

“In soli sette giorni – spiega Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione – si sfiora il raddoppio dei nuovi casi totali, non solo per l’incremento dell’attività di testing, ma anche per l’aumento del rapporto positivi/casi testati. Inoltre, si conferma il trend in crescita dei pazienti ospedalizzati con sintomi e, in misura minore, di quelli in terapia intensiva. Queste spie rosse, piuttosto che generare inutili allarmismi, devono infondere una comune consapevolezza sull’andamento dell’epidemia nel nostro Paese al fine di mantenere alta la guardia, sia da parte delle istituzioni che devono potenziare la sorveglianza epidemiologica, sia da parte dei cittadini chiamati ad attenersi a tutte le misure di sicurezza, senza minimizzazioni di sorta”.

Nel quadro di una circolazione endemica del virus si assiste ad un aumento progressivo dei focolai con crescita esponenziale dei nuovi casi, siano essi autoctoni, da rientro di italiani andati in vacanza all’estero, o di importazione da stranieri.

“Tutti questi numeri – conclude il presidente – non possono essere confrontati con quelli dei primi mesi dell’epidemia perchè le dinamiche epidemiologiche sono completamente diverse. Dello tsunami che si e’ abbattuto sul nostro Paese non abbiamo mai conosciuto la fase iniziale: il coronavirus circolava insidiosamente sottotraccia con migliaia di asintomatici che infettavano senza saperlo parenti, amici e colleghi di lavoro”.