lunedì 5 Dicembre 2022

Cori: violenza sessuale su 2 minorenni: Massimiliano Placidi condannato a 4 anni

È stato condannato a 4 anni di reclusione, Massimiliano Placidi, 50enne di Cori, conosciuto con il soprannome di Citozza. Questa mattina, davanti al giudice del Tribunale di Latina, Mara Mattioli, l’uomo è stato processato con rito abbreviato (che prevede la riduzione di un terzo di una eventuale condanna), per violenza sessuale su minorenne.

Il fatto risale al 23 maggio del 2016. Placidi, secondo l’accusa, avrebbe fermato un gruppo di ragazzini appena usciti dalla scuola media “Ambrogio Massari” e palpeggiato uno di loro, che era però riuscito a scappare. Aveva raggiunto la madre in macchina e le aveva raccontato l’accaduto. La donna, allora, ha tenuto d’occhio l’imputato e, in piazza Signina, lo ha visto stringere da dietro un altro studente e afferrarlo nelle parti intime. Immediatamente era partito l’allarme ed erano intervenuti i carabinieri.

Oggi il pubblico ministero Simona Gentile ha chiesto 4 anni di reclusione e il giudice ha accolto in pieno la richiesta. Citozza, che ora si trova in carcere a Santa Maria Capua Vetere per un altro reato, ha ottenuto la misura di sicurezza per due anni della libertà vigilata.

Placidi, difeso in questo processo da Manuela e Domenico Bianchi, venne indagato e poi scagionato nel 1997 per l’omicidio dei fidanzatini di Cori. Centosettantacinque coltellate: 51 a lui, 124 a lei. Il duplice omicidio del 9 marzo del 1997, in via della Fortuna al civico 41, sconvolge il paesino di montagna e l’Italia intera. Le vittime sono Elisa Marafini di 17 anni e il 23enne Patrizio Bovi. Lei è in ritardo di mezz’ora per cena, alle 19 e 30 deve essere a casa. Suo padre, ex carabiniere, è molto severo e poi non vede di buon occhio il suo fidanzato. L’uomo va a cercarla assieme al figlio e a loro si unirà anche quello che può essere considerato il miglior amico di Patrizio. Parliamo proprio di Massimiliano Placidi: lo studente, allora un giovane di 28 anni, diventa suo malgrado protagonista di una vicenda dalla quale, tuttavia, uscirà senza macchie. Il padre di Elisa e Placidi entrano in casa di Patrizio: Massimiliano rompe il vetro di una finestra con una chiave inglese e scopre prima il corpo di lei, poi quello di lui: entrambi giacciono in terra, ma in stanze diverse, riversi su un fianco in una pozza di sangue. L’ex carabiniere, disperato, pensa ad un omicidio-suicidio: non sa ancora che Patrizio è stato accoltellato 51 volte, mentre la minorenne è stata colpita da 124 fendenti: un atroce record nella Storia italiana. Il 14 marzo Placidi confessa, per ritrattare poco dopo: “Un escamotage– disse il giovane in un’intervista, rilasciata a Blu notte di Carlo Lucarelli – per sottrarmi alle pressioni sia fisiche che psicologiche cui gli inquirenti mi sottoponevano da più di una settimana”. Massimiliano si fa 24 giorni di carcere, poi il Riesame lo rimette in libertà.

Silvia Colasanti
Giornalista pubblicista dal 2009 ha cominciato a scrivere nel 2005. Laureata in Scienze politiche, con un Master in Diritto europeo, ha lavorato per tre anni (tra le altre esperienze) nella redazione de Il Tempo Latina, poi come redattrice al Giornale di Latina. Si occupa essenzialmente di cronaca, in particolare di cronaca giudiziaria

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