Aveva sottolineato, il sindaco Mauro De Lillis, poco più di 48 ore fa come la comunità di Cori si fosse sempre mostrata solidale e ospitale soprattutto nei confronti di chi era più in difficoltà.

Aveva ripercorso passo passo le fasi che avevano portato a spostare i migranti dalla ex Rossi Sud a Latina al Santuario della Madonna del Soccorso a Cori.

Ed aveva chiesto garanzie, sotto il profilo della sicurezza a tutte le istituzioni preposte.

Ma aveva anche sottolineato come non si possa continuare a far pesare sempre sulle stesse comunità scelte compiute in costate emergenza.

Risultato, questa notte ben 18 migranti in quarantena sono fuggiti. 13 sono stati trovati, altri cinque sono ancora i fuga.

“Ci siamo trovati nella condizione di dover superare perplessità che avevamo. Occorreva prendere delle decisioni in una situazione di emergenza e necessità. Noi ci siamo messi a disposizione, li abbiamo accolti nonostante – spiega De Lillis – le nostre perplessità (e il malcontento di una parte della popolazione) anche perché avevamo rassicurazioni sui controlli e sul fatto che si sarebbero garantite la sicurezza e la tranquillità di tutti. Dopodiché non è l’amministrazione comunale che può assumersi la responsabilità della vigilanza e dei controlli, non possedendone evidentemente gli strumenti”.

Nella prosecuzione del dialogo tra le forze dello Stato e il Comune, si chiedono, con rispetto ma con forza, controlli e vigilanza efficaci che rispettino la comunità di Cori e le sue esigenze di sicurezza.

“Il tutto anche in virtù del fatto che questo luogo è stato scelto dalle forze dell’ordine proprio perché ritenuto più idoneo per un controllo efficiente. Noi ci siamo assunti le nostre responsabilità, anche perché rispondiamo a istituzioni superiori, come ministero dell’Interno e Prefettura, ma- conclude il sindaco – non possiamo da soli far fronte o rispondere di una situazione di questo tipo, è indispensabile che tutte le forze dello Stato, ciascuno per il proprio ruolo, si assuma le sue. Il territorio provinciale tutto deve attrezzarsi in modo strutturato e organizzato ed evitare nel futuro di coinvolgere sempre le stesse le comunità che si sono sempre dimostrate vocate al valore dell’accoglienza”.

Una situazione che ha portato la Lega, he aveva già messo in guardia, sull’impossibilità di gestire un’emergenza di tale portata anche a causa della contingenza rappresentata dal Covid 19, a sottolineare ancora una volta come le scelte attuate dalla sinistra le stiano pagando i cittadini.

“Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, continua a mettere la testa sotto terra sulla folle accoglienza degli immigrati nel Lazio. Oggi dei 55 giunti nei giorni scorsi a Latina da Lampedusa, di cui 12 positivi al Coronavirus, ben 18 sono fuggiti dalla struttura di Cori e – interviene il capogruppo regionale del Carroccio, Angelo Tripodi – la Polizia di Stato è sulle loro tracce, alcuni di essi sono stati rintracciati vicino alla stazione ferroviaria di Cisterna di Latina. Probabilmente gli altri sarebbero già a Roma. Così si intende contrastare l’aumento dei contagi Covid-19 ed evitare tensioni sociali? Il Pd ci ha accusato di essere degli sciacalli, invece l’assessore regionale Alessio D’Amato ha lanciato l’allarme. Zingaretti che dice?”.