giovedì 29 Settembre 2022

Cori, il sindaco De Lillis si oppone all’ipotesi discarica sul territorio. “Sito non idoneo, troppi vincoli e criticità”

Si allunga la lista dei sindaci della provincia di Latina che si oppongono, senza se e senza ma, alla realizzazione di una discarica sul proprio trritorio.

Dopo il primo cittadino di Latina, di Aprilia e di Cisterna che hanno sottolineato come la possibilità di creare impianti nei Comuni di riferimento dovesse essere esclusa per questioni oggettive, è arrivata anche la presa di posizione i Mauro De Lillis.

In questi giorni, dopo l’ultimatum della Regione Lazio, a decidere sulla localizzazione dell’impianto pubblico per la chiusura del ciclo dei rifiuti in provincia di Latina e nell’ambito territoriale di riferimento, si sono svolte alcune riunioni.

L’ultima aveva visto relazionare i tecnici della Provincia sui siti considerati più idonei alla realizzazione tra cui sarebbero emerse alcune location, tra cui le ex cave, considerate adeguate.

Il sindaco di Cori ha evidenziato le ragioni per cui il progetto sarebbe irrealizzabile.

“E’ fermo il nostro dissenso sull’individuazione della cava dismessa tra i siti idonei allo stoccaggio del residuo secco dei rifiuti. La nostra idea è quella di individuare due siti sul territorio provinciale, uno nell’area centro-nord e uno nell’area sud. Tra l’altro, è proprio il piano a prevedere che, prioritariamente, i siti – spiega il sindaco – in debbano essere individuati in aree industriali e siti industriali dismessi. L‘utilizzo di vecchie cave presenta invece diverse criticità legate a aspetti logistici, ambientali e vincolistici”.

L’area indicata ricade, infatti, in una zona sottoposta a vincoli idrogeologici e paesaggistici.

“Vincolo per la tutela della campagna romana e delle Bonifiche Agrarie, come indicato nel Ptpr, che la escluderebbe da quella destinazione, così come previsto dal piano provinciale dei rifiuti approvato nel 2018. A questo – continua De Lillis – bisogna poi aggiungere i problemi connessi alla viabilità: la distanza dagli assi stradali principali e la presenza di numerosi ponti non idonei, infatti, non consente il transito dei mezzi pesanti con portata superiore alle 3,5 tonnellate”.

Parole che farebbero cadere nel vuoto l’appello che nei mesi scorsi il presidente della Provincia, Carlo Medici, a scegliere in modo collegiale ma anche senza pregiudizi il sito più idoneo.

“Siamo contrari a questa ipotesi anche in ragione di un procedimento amministrativo in atto per il recupero ambientale della zona. La chiusura definitiva della discarica di Borgo Montello e il no a La Gogna deve prevedere che la provincia di Latina si doti di un progetto di chiusura del ciclo dei rifiuti ispirato ai criteri di distribuzione territoriale di due siti nel centro-nord e nel centro-sud della provincia  ed al collegamento viario per il trasporto e individuazione dei siti nel rispetto dei vincoli ambientali e paesaggistici e rispetto dei piani di sviluppo sostenibile intrapresi nei vari territori. La chiusura del ciclo rifiuti della provincia dovrebbe avere un forte contributo dai centri urbani di maggiori dimensioni, cioè dai luoghi di maggior produzione di rifiuti“.

Il dibattito si riapre mentre il numero di siti considerati idonei, ma che hanno visto l’alzata delle arricate da parte dei sindaci, si stringe ogni giorno di più.

 

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