mercoledì 5 Ottobre 2022

Cori farà un museo ad Alessandro Marchetti il “papà” del volo italiano

Si chiamava Chimera il primo aereo pensato da Alessandro Marchetti, classe 1884 il papa’ del volo italiano. Lo ideò guardando sulle sue montagne, i Lepini da Cori, il volo del falco. Poi… poi la sua storia equivale a quella dell’aviazione italiana della prima metà del secolo scorso. Cori, la sua città natale e la città in cui è sepolto gli dedicheranno (finalmente) un museo. Un museo al padre del volo italiano ma anche dell’industria meccanica pontina. Il sindaco di Cori Mauro De Lillis, ne ha parlato durante alcuni eventi legati al ricordo dell’ingegner Marchetti, un progetto che coinvolge i comuni di Roccamassima, Norma e Sermoneta e la Fondazione Caetani. Una storia di tecnologia, di genio, dell’arte di modificare il mondo con progetti arditi.

Con un aereo progettato da Marchetti, Francesco De Pinedo volo per 370 ore percorrendo 55 mila chilometri, e i Savoia Marchetti 79 furono i bombardieri più usati dalla Regia aeronautica durate la seconda guerra mondiale, per alcuni anni furono i più veloci bombardieri al mondo.

Alessandro Marchetti è una storia di genio, una grande storia umana, una storia di ingegneria, una storia di cultura del lavoro, sarà per questo che a Latina non gli hanno mai dedicato neppure un vicolo. Ma forse qusta storia smentisce la retorica del dipinto di Cambellotti nella sala del consiglio provinciale quello che vede “nuovi” i militi e “incivili e antichi quelli dei lepini”. Omettendo che gli aerei degli aeropittori erano pensati e costruiti da quei montanari arretrati. Parafrando Disraeli: quando i nostri volavano voi avevate i buoi

Lidano Grassucci
Direttore di LatinaQuotidiano fino ad Aprile 2018. Giornalista professionista, laureato in scienze politiche, è stato direttore de Il Territorio, Tele Etere, Economia Pontina, caposervizio presso Latina Oggi e autore di numerose pubblicazioni.

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