domenica 26 Giugno 2022

Corden, caporalato e le politiche economiche sconosciute

Alla Corden Pharma rilanciano e si “salvano” 500 posti di lavoro. E’ un bene? Certo che lo è, ma ora che il pericolo è passato restano le tragedie che lo hanno determinato. Sono decenni che il sistema pubblico pontino non offre servizi competitivi alle imprese che scelgono di lavorare qui. La logistica? La Società Logistica Merci (Slm) di Latina scalo è un evidente spreco pubblico, un dinosauro nato quando già era tempo di mammiferi. La Fiera di Latina (quella sulla 156)? Come se qualcuno avesse comperato una vera per una donna che aveva progettato una vita libera e senza vincoli. Due “matrimoni” combinati e mai consumati. La Corden è già una rinascita, dalla “fuga” di Mayers Squibb ad Anagni, ma qui ha trovato l’impianto industriale non un “sistema industriale”. Seguiamo le crisi, non abbiamo neanche una vaga idea di politica industriale, anzi le amministrazioni locali pensano il manifatturiero un settore decotto, da cancellare e non cercano alcuna strategia di crescita. Tra Slm e Fiera di Latina sono stati investiti oltre 100 milioni di euro con fondi europei con ricadute nulle. Qui il chimico-farmaceutico ha sedi di produzione, neanche una ipotesi di ricerca. Non c’è ricerca di prodotto, non c’è ricerca di filiera di produzione eppure qui avremmo la materia prima per giocarci una partita nuova, i giovani con la loro potenzialità di pensare il nuovo.

Ma pensiamo a rivendicazioni del passato, il nuovo è incerto e il vecchio consola con la sua retorica. La crisi della Corden è dentro le sue logiche di mercato, ma ha come acceleratore l’inesistenza di un sistema economico sano. Del resto la malattia è evidente nelle inchieste sul caporalato in agricoltura, noi cerchiamo scorciatoie nella competizione economica perché non siamo in grado di innovare, di ricercare, di dare servizi.

E non dico cose strane qui qualcuno ha progettato innovazioni come le nuove culture di uve da tavola (i tendoni degli anni ’70), poi il kiwi, poi il vino di qualità, lo stesso Mercato Ortofrutticolo di Fondi. Dalla produzione di energia nucleare (centrali di Sabotino e del Garigliano) si pensò alla innovazione del Cirene e della tecnologia italiana (pontina) al nucleare. Ma quella spinta si è arenata, non innoviamo più e il sistema pubblico è assente da politiche di sostegno all’impresa e quando la ha fatto a buttato denaro, la crisi di Corden è anche nella assenza del ruolo pubblico.

 

Lidano Grassucci
Direttore di LatinaQuotidiano fino ad Aprile 2018. Giornalista professionista, laureato in scienze politiche, è stato direttore de Il Territorio, Tele Etere, Economia Pontina, caposervizio presso Latina Oggi e autore di numerose pubblicazioni.

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