Moise Kean

In politica non “basta”, non basta mai. Perché la politica è cosa degli uomini che neanche Dio l’ha creata ma le sue creature. In Basilicata, una regione popolata quanto la nostra provincia, lo scontro era tra una destra che ha mutato pelle, da Sivio Berlusconi a Matteo Salvini, un movimento cinque stelle che non ha mai avuto forma e un centrosinistra che aveva così forma da considerarla limite e ora che gli serve ha solo il limite.

Non basta urlare sciocchezze per vincere e creare l’uomo nuovo di Beppe Grillo, non basta incastrare  classi dirigenti non nuove ma solo diverse in rotazione, come sta facendo il Pd. E non sarà la vittoria futura di Salvini aver trasformato il suo partito nella quota 100 degli ex, ex An, ex Forza Italia. Operazione portata agli estremi in periferia come fa a Latina Claudio Durigon.

Comunque i pensionati non producono ricchezza ma fanno tesoro di quella che avevano con tendenza a finire. Oggi serve la capacità di accogliere la sfida della nuova classe dirigente, aprirsi al nuovo, tornare a fare analisi della società, a tornare dentro il confronto internazionale. La via della seta arriva comunque, se lo capisci prima la governi e non la subisci. Non devi fare una nazionale di calcio richiamando Marco Tardelli, come fa Salvini nel centrosud, non devi dire che è tutta una truffa e gli arbitri contro li paga la Cina come fa Grillo, ma dovresti, da sinistra, trovare un Moise Kean come ha fatto Roberto Mancini. 19 anni, che devi rischiare, difficile anche da presentare in società perchè rivoluzionario in tutto, una sfida ai luoghi comuni e talento, tanto talento. L’alternativa? Vince chi osa, vince chi cambia. Il vecchio ha già perso, per età

PS: si vede che so della Juventus