martedì 30 Novembre 2021

Conte blinda Natale e Capodanno. No a spostamenti tra i Comuni e tra Regioni, resta coprifuoco

Un Natale e un Capodanno quello del 2020 e cavallo con il 2021 che vedrà più che addobbi e bottiglie da stappare, tutta una serie di nuove misure da rispettare all’insegna della battaglia contro la diffusione del Coronavirus.

Nelle ultime ore è arrivata la decisione del consiglio dei ministri che apre, di fatto, alla firma del decreto da parte del presidente Conte, dopo la presa visione delle Regioni, prevista in serata con entrata in vigore dalla mezzanotte.

Nessuna concessione, nessun allentamento come qualcuno, auspicava. Ogni misura è impostata sul rigore e sull’esigenza di evitare con ogni mezzo l’arrivo della terza ondata di contagi proprio ora che, dopo oltre due mesi, si cominciano a vedere i primi segnali di abbassamento della curva anche se i contagi e decessi sono ancora troppo alti.

In sintesi le decisioni confermano le indiscrezioni degli ultimi giorni con il blocco per Natale e Capodanno degli spostamenti tra Comuni e durante le feste tra le regioni al di là del colore, fatta eccezione per motivi di lavoro o salute e “situazioni di necessità”, oltre che per tornare nella propria residenza, domicilio o abitazione.

Resta il coprifuoco in tutta Italia dalle 22 con ristoranti chiusi anche in zona gialla alle 18. E le misure potrebbero farsi più rigide ovunque.

Gli studenti delle scuole superiori torneranno in classe solo il 7 gennaio perchè è stato considerato prematuro, oltre che inutile, farlo ad una manciata di giorni dall’inizio delle festività natalizie e soprattutto quando c’è ancora la necessità stringente di riorganizzare il sistema dei trasporti.

Resta solo da comprendere se l’alzata di scudi di alcuni governatori riuscirà a modificare qualche restrizione ma l’impressione è che, dopo i lunghi ed accesi confronti dei giorni scorsi, non ci sarà margine che per il rigore.

Ora non resterà che vedere se le scelte effettuate saranno in primis rispettate o se, come accaduto anche di recente, tutto quanto non ricompreso nel decreto verrà considerato da fare e fattibile.

L’unica cosa, infatti, che il Governo, qualsiasi colore abbia non può fare è obbligare le persone alla responsabilità e al distanziamento. Tanto è che basta aprire un centro commerciale per vedere scene di delirio.

Siamo in un cortocircuito in cui se ciascuno non farà, adeguatamente, la sua parte di fronte ci sarà l’implosione soprattutto sul piano economico. Perchè ad ogni assembramento verificato le misure si fanno più stringenti e le imprese sono le prime a soffrirne con ricadute pesantissime per la tenuta del Paese e dell’occupazione.

 

Alessia Tomasini
Nata a Latina è laureata in Scienze politiche e marketing internazionale. Ha collaborato con Il Tempo e L'Opinione ed è stata caporedattore de Il territorio e tele Etere per la politica e l'economia. L'esperienza nell'ambito politico l'ha vista collaborare con pubbliche amministrazioni, non ultima quella con la regione Lazio, come portavoce e ufficio stampa.

CORRELATI

spot_img
spot_img