scuola

Il prossimo 15 marzo a Latina si terrà la prima riunione della consulta cittadina per la scuola. Un organo praticamente unico nel Lazio, composto da tutti coloro che fanno parte del mondo della scuola, e deputato a prendere decisioni collegiali che poi spetterà all’amministrazione comunale portare avanti. 

Prenderà parte al primo incontro anche il dirigente del servizio del Comune di Latina, Umberto Cappiello che ha spiegato nel dettaglio come opererà questo organo collegiale.

Qual è lo scopo della consulta?

“Lo scopo di questa consulta è fare in modo di condividere il più possibile tra tutte le parti che compongono il mondo scolastico (sono 69, divise in commissioni) le scelte relative alla scuola”. 

Qualche esempio? 

Il dimensionamento scolastico è un tema che ha creare proteste tra studenti e docenti rispetto a certe decisioni che apparivano poco condivise. Un altro scopo principale è quello di condividere la parte riguardante tutta l’organizzazione sulla disabilità. 

L’altro punto è l’uso del patrimonio scolastico, attualmente frammentario e gestito secondo le esigenze del momento. Ci sono plessi scolastici tra i più antichi occupate da altre cose, anche di utilità, come nel caso dell’Avis o di uffici comunali, ma non c’entrano con la scuola, e quindi questo è un altro punto nodale della consulta: parlare di utilizzo armonico, organico e funzionale del patrimonio scolastico oltre alla programmazione e al montaggio dei lavori di manutenzione.

L’altro aspetto è il servizio di ristorazione e tutti i servizi di supporto alla scuola:  mensa, trasporto e dopo scuola

Come opera la consulta?

La consulta è presieduta dal sindaco o dall’assessore alla pubblica istruzione che ne fa le veci. È organizzata per commissioni che produrranno le loro decisioni, e le decisioni saranno votate in via definitiva dalla consulta che si riunisce due tre volte all’anno.

La consulta con le sue decisione deve essere trait d’union con il passaggio successivo.

La prima seduta ad esempio la faremo dentro il conservatorio Respighi perché direttore è membro della consulta perché il conservatorio è visto come istituto di formazione superiore ma invece non è così, ci si accede già dalla scuola dell’obbligo. Vogliamo cercare di rendere omogenei anche aspetti che sembrano esterni. Anche il CPIA è incluso all’interno della consulta con il dirigente che lo rappresenta. Oggi non è più solo una scuola serale per adulti ma è rivolto anche all’istruzione degli stranieri. 

È rappresentata anche la Asl per la questione disabilità. Il Comune ha membri permanente tra gli assessori ma senza diritto di voto.

Sono rappresentate un po’ tutte le componenti che ruotano intorno al mondo scolastico per arrivare a decisioni condivise.