di Redazione – I lavoratori del Consorzio di Bonifica dell’Agro pontino, senza stipendio da cinque mesi, incroceranno le braccia il prossimo 3 novembre. A proclamare lo sciopero le OO.SS. Fai-Cisl, Flai-Cgil e Filbi-Uil del Lazio e Territoriali di Latina che hanno annunciato anche una manifestazione davanti la Sede dell’ente, in Corso Matteotti 101, con un corteo fino in Piazza della Libertà, davanti la Prefettura.
“L’attuale condizione finanziaria, ormai non riconducibile ad una situazione transitoria né straordinaria, bensì strutturale, vede l’Ente di Bonifica al collasso con ricadute gravissime per la tutela del Territorio, il personale occupato, l’economia agro-alimentare pontina, l’indotto e più in generale l’intero tessuto sociale ed economico della Provincia con inevitabili drammatiche conseguenze” scrivono le sigle sindacali. La grave situazione economica del Consorzio, infatti, non consente, oltre al pagamento degli stipendi dei lavoratori (4 mensilità, la 14° ed il rimborso delle somme relative alla dichiarazione reddituale), il saldo dei fornitori, di effettuare gli interventi di manutenzione alle auto di servizio ed ai mezzi d’opera e quindi di garantire i servizi essenziali in presenza di allerta meteo.
Proprio su questo aspetto si è soffermato l’ex assessore alla Protezione Civile del Comune di Latina, Gianluca Di Cocco: “In un periodo in cui un giorno sì ed uno no c’è un’allerta meteo, lo stop al lavoro di 110 persone vorrebbe dire far tornare Latina palude e creare seri disagi anche alle altre province”.
“La spesa per la realizzazione di opere di bonifica è sostenuta dallo Stato e/o dalla Regione – continua Di Cocco -. Nella Regione Lazio la manutenzione delle opere considerate di primario interesse regionale è a carico della Regione stessa. Stessa cosa per la spesa di manutenzione, l’esercizio e la custodia delle opere di bonifica e l’intero funzionamento del Consorzio di Bonifica. Considerando che si è raggiunto un livello insopportabile della gestione finanziaria del Consorzio di Bonifica (chiaramente per mala gestione a più livelli, ivi compresa la Regione e la latitanza delle istituzioni territoriali), che lede la dignità dei lavoratori senza stipendio da cinque mesi, sarebbe opportuno intervenire per sollecitare la Regione a procedere subito con i pagamenti degli stipendi come promesso”.
“Occorre – conclude il coordinatore comunale di NCD -, ed è fondamentale per il nostro territorio il cui idrogeologico si regge grazie alle opere del Consorzio di Bonifica, redigere “seriamente” una documentazione da trasmettere al Governo per il riconoscimento, nel prossimo Consiglio dei Ministri, di utili somme da spendere quanto meno per lavori da destinare al risanamento e la messa in sicurezza del sistema idraulico e all’incolumità pubblica. Insomma, almeno per gli interventi tampone che, andando incontro alla stagione invernale, possano garantire sicurezza in caso di un’eventuale altra ondata di maltempo”.





