martedì 23 Aprile 2024
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Conoscere la provincia di Latina e il suo territorio: luoghi e piatti tipici

L’enogastronomia, il turismo e il nostro paese

È una tendenza confermata oramai da diversi anni: il turismo a sfondo enogastronomico, praticato ormai da oltre 5 milioni di italiani,  si arricchisce di anno in anno di nuove esperienze, nuove modalità, nuovi percorsi, portando un numero crescente di turisti a visitare in modo consapevole un territorio.

Città e borghi italiani hanno tantissimo da offrire e ogni provincia del nostro paese concentra in pochi km quadrati di superficie elementi paesaggistici, culturali ed enogastronomici di sicuro interesse. Se gli stranieri, per scoprire il fascino dello Stivale, sono obbligati quasi sempre a prendere l’aereo, noi italiani possiamo approfittare di questa fortuna: auto, treno, bus, camper, moto o bici ci consentono di fare i turisti per settimane, riducendo il nostro impatto sull’ambiente e facendo circolare l’economia del nostro stesso paese. Anche questo è turismo ecosostenibile!

E perché non iniziare scoprendo la provincia di Latina, affascinante, semplice ed estremamente ricca al proprio interno, con colline e mare, piatti di carne e di pesce, vino bianco e vino rosso, borghi medievali e centri moderni?

La città di Latina: elementi storico culturali della cucina

Quella di Latina è una delle città di fondazione più recente nel nostro paese. Inaugurata nel 1932 (all’epoca si chiamava ancora Littoria), fu fortemente voluta da Mussolini, per il quale avrebbe dovuto essere un semplice borgo rurale, a rappresentazione degli sforzi compiuti dal regime per bonificare un’area vasta circa 134 mila ettari.

Ma la storia andò diversamente e, come narrato anche nei divertenti romanzi di Antonio Pennacchi, la città assunse un’importanza amministrativa sin da subito e fu per questo boicottata dal Duce, che vi vedeva un oltraggio alla propria persona.

Come detto, furono i coloni a popolare la nascente città di Latina (che prese l’attuale nome solo nel 1945): arrivarono (forzatamente) in 60 mila dal Veneto, dal Friuli e dall’Emilia Romagna. Ed è per questo che a Latina e provincia non c’è da stupirsi se tra i piatti tipici si trova anche la polenta: nel paesino di Sermoneta, ad esempio, ogni anno a febbraio si tiene la Sagra della Polenta!

Polenta a parte, a Latina è fondamentale entrare in uno dei tanti ristoranti della città per gustare primi piatti tradizionali, come gli spaghetti “ajo, ojo e peperoncino” e la salsiccia con i broccoli, dolci come la Caciata di Sezze, a base della locale ricotta, e per degustare vini rossi e bianchi come il Circeo DOC e il Castelli Romano.

La provincia di Latina: dal mare ai monti

Pontinia e il carciofo di Sezze

A pochi km da Latina, direzione sud, si incontra subito il centro di Pontinia.

Da qui, non si può partire prima di aver assaggiato il carciofo di Sezze, le ciambelline al vino, la falia (un pane – pizza), la zuppa di scarola e fagioli, l’oliva di Gaeta, la mozzarella di bufala, oltre ad una versione locale dei saltimbocca alla romana.

San Felice Circeo, il pesce e il Parco Naturale

Si può, a questo punto, fare una puntatina sul mare della provincia di Latina, per la precisione a San Felice Circeo: è l’occasione per fare una pausa dai piatti a base di carne, in onore del pesce, portato freschissimo ogni giorno nelle cucine dei tanti ristoranti del paese, per il piacere delle papille gustative dei tantissimi avventori.

Si possono degustare gli spaghettoni latini con ricci di mare e olio biancolilla, la zuppa di pesce, l’astice, i gamberoni, le mazzancolle, le aragoste, … Il consiglio è quello di farsi consigliare dallo chef, anche per scegliere il vino tra il Cesanese del Piglio, il Cannellino ed il Montegiove.

Sul territorio della città di San Felice, poi, insiste il Parco Naturale del Circeo, che con i suoi quasi 9 mila ettari raggiunge anche i comuni di Latina, Ponza e Sabaudia. Il nome deriva dal Monte Circeo, dove secondo Omero, la maga Circe aveva ospitato per un anno Ulisse e i suoi compagni di viaggio.

Piccole isole, dune, “piscine” naturali, vegetazione e fauna sono i motivi per cui bisogna assolutamente trascorrere del tempo a scoprire il Parco Naturale del Circeo.

Monte San Biagio e il moscato di Terracina

Terminata la giornata – mare, si può penetrare nuovamente all’interno della provincia di latina, per andare a Monte San Biagio.

Si tratta di un borgo medievale, al quale si può accedere da una delle tre porte: San Rocco, San Vito e Portone del Castello.

Una volta dentro ed individuata una trattoria, si possono ordinare la gustosissima salciccia al coriandolo, il prelibato formaggio Marzolino (prodotto con il latte delle capre bianche di Monte San Biagio) e soprattutto le locali tagliatelle monticellane.

Da non dimenticare assolutamente, il moscato di Terracina, prodotto dall’uva coltivata nelle colline del paese.

Maenza, gli strozzapreti e “polenta e lumache”

Maenza è un altro paese di struttura rurale e tradizionale, geograficamente collocato sui monti Lepini, poco incline al turismo, ma ben provvisto di trattorie e ristorantini.

Sui menù, sono solitamente riportati i piatti locali, come le zuppe di legumi o di verdure, gli strozzapreti al sugo di costolette di maiale o con le salsicce, la polenta sulla schiazza (il tagliere in legno su cui viene servita) condita rigorosamente con sugo di carne o di lumache.

Le colline attorno a Maenza sono ricche di tartufi, così diverse ricette sono realizzate con questo fungo.

Sermoneta, la sagra della polenta, il Castello e il parco

A conclusione di questo tour della provincia di Latina, si può visitare il paesino di Sermoneta, noto per essere un affascinante borgo medievale, sul quale troneggia il Castello Caetani, circondato da un parco di otto ettari, 1.300 piante diverse e un centinaio di uccelli censiti.

A Sermoneta, c’è solo l’imbarazzo della scelta di osterie e trattorie, dove sono proposti piatti tipici laziali, come tagliolini alla “jutta” (pecorino), zuppa di fagioli, strozzapreti con ragù di cinghiale ed abbacchino., pollo alla Lucrezia Borgia e dolci come la “serpetta”. Il tutto può essere abbondantemente annaffiato dai vini da pasto tradizionali: Tocai DOC e Ribolla Giallo.

Conclusioni

Questo approccio alla scoperta e alla valorizzazione del territorio della provincia di Latina attraverso il cibo e il vino trova un interessante parallelo nel mondo dei casinò online non AAMS sicuri, che pur essendo una realtà virtuale, riescono a creare un ponte tra tradizione e innovazione.

Così come la provincia di Latina invita a esplorare e apprezzare le proprie radici culturali e gastronomiche, i casinò online propongono un’esperienza di gioco che, pur sfruttando le più moderne tecnologie, non dimentica il fascino storico e l’eccitazione del gioco d’azzardo. Entrambi, in modi differenti, celebrano la ricchezza delle tradizioni, offrendo al contempo nuove possibilità di esplorazione e divertimento.

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