Rosa Luxemburg

Domani il Pd, meglio gli elettori del partito democratico, sceglieranno il loro segretario. Ho avuto piacere che da queste colonne si sia sviluppato un piccolo confronto sul partito, e sulla politica, con gli interventi di Elisa Giorgi e di Nicola Tavoletta. Ha ragione la Giorgi quando dice che la scelta è cruciale, ha ragione quando proietta il nodo politico del Pd a domani. La sfida è domani. Convengo che il tema dell’ambiente è tema futuro, ma. Ecco è il ma che mi frega, ma credo che la differenza tra destra e sinistra si nel fatto che la prima si muova nel culto delle cose, la seconda nel rispetto delle persone. Culto delle cose che misuravo l’avere e gli averi, rispetto delle persone che si misura nell’anelito alla felicità. Già, non me ne vogliano gli interlocutori ma la mia generazione e quelle immediatamente precedenti sconvolgemmo la “tradizione” chiedendo non il riscatto adl bisogno, anzi non solo, ma la rivendicazione della felicità. Volevamo le cose non per le cose ma per la felicità che potevano darci, volevamo i sentimenti per fare dell’amore non un dovere ma una scelta, volevamo l’ascensore del talento non la tristezza della sicurezza dei riti. A, è vero resto dentro quel confronto socialista della alleanza tra meriti e bisogni di Claudio Martelli e della unica stagione di riformismo praticato fuori dalle rivoluzioni rimandate.

Mi dispiaccio che, nella prassi quotidiana, di questo non si parla. Anzi, si parla di realismo, il realismo della ragione, ma io e quelli come me vengono dalla “irragionevolezza” dei desideri, che significa generosità sociale, il contrario dell’avidità sociale dei Salvini e delle destre.

Oh Signore perché non mi compri una Mercedes Benz?

Tutti i miei amici guidano delle Porsche, devo fare ammenda.

Ho lavorato duramente tutta la vita, nessun amico mi ha aiutata

Quindi, oh signore, perché non mi compri una Mercedes Benz?

Oh Signore perché non mi compri una TV a colori?

Dialing for dollars sta cercando di contattarmi.

Aspetto ogni giorno fino alle 3.

Oh Signore perché non mi compri una TV a colori?

Oh Signore perché non mi compri una notte in città?

Conto su di te Signore, ti prego non mi deludere.

Dimostrami che mi ami e paga il prossimo giro.

Oh Signore perché non mi compri una notte in città?

E’ il testo di una canzone di Jenis Joplin, Mercedes Benz. Una canzone sulla necessità impellente del bisogno di felicità. Questo manca nel confronto, una idealità, una utopia così irragionevole da essere salvezza, fonte di competizione, argine ad una destra chiusa in se stessa nelle sue paure. La storia l’hanno cambiato i tanti ragazzi di Bergamo che con Giuseppe Garibaldi sono andati a liberale la Sicilia, i ragazzi della Sassari che hanno difeso il Veneto sul Carso, non i gretti ragionieri che contano i soldi quando gli altri ci hanno messo la vita. Ecco la sinistra è i ragazzi di Bergamo dei mille, i ragazzi della Sassari, la destra Zaia che conta i soldi delle sue paure. Questo doveva dire il Pd, questa è la sinistra per me. Altrimenti? Basta un ragioniere. E la sinistra serve perché senza c’è la rassegnazione a vivere senza possibilità

Come è la storia? “Da ciascuno a seconda delle proprie possibilità a ciascuno a seconda dei propri bisogni”. Funziona, mi piace ma chi la diceva… Carlo Marx, ecco noi pensammo così aggiungendo ai bisogni, il bisogno di essere felici.

O socialismo o barbarie