lunedì 22 Luglio 2024
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Confartigianato Donne Impresa: l’imprenditoria femminile necessita di maggior supporto

L’imprenditoria femminile fa sperare in un futuro migliore. È quanto emerge statisticamente dai dati diffusi. Cresce l’imprenditoria femminile a Latina. Lo dicono i dati di Osserfare diffusi dalla Camera di Commercio e relativi al 2015. La classifica delle regioni vede in testa la Lombardia, con 175 mila imprese femminili, seguita dal Lazio con 138 mila aziende guidate da donne. A Latina invece si contano 14.761 imprese femminili, con una crescita dell’ 1,50%. Il saldo annuale è positivo di 220 unità, che vuol dire che sono più le nuove imprese rispetto a quelle che hanno chiuso. Le donne preferiscono dedicarsi ad attività legate al commercio, oppure all’agricoltura, o a servizi di alloggio e ristorazione. (fonte: Latinaquotidiano.it).

La notizia sicuramente merita un sospiro di sollievo, sia perché le piccole imprese rappresentano la centralità del nostro tessuto produttivo, sia perché le donne al vertice di un’azienda hanno sempre una marcia in più. Ma la fatica delle donne è il doppio rispetto a quella degli uomini. È dimostrato da molte ricerche che le donne fanno più sforzo degli uomini a sviluppare networking, autostima, competenze che ne favoriscano la carriera.

Le organizzazioni possono scegliere di investire sullo sviluppo delle competenze delle donne e sulla facilitazione dell’espressione del loro talento, sapendo che il vantaggio competitivo in termini di innovazione e di costruzione di valore che ne ricaveranno varrà molto più dell’investimento fatto.

Ma quanti oggi sono realmente disposti a farlo? Quanto la statistica si discosta dalla realtà? Quante le imprese intestate giuridicamente alle donne che di fatto poi vengono gestite da mariti, fratelli e padri? Se da un lato incalza il talento femminile, dall’altro altrettanto se ne spreca…

Non dimentichiamoci che l’imprenditoria in rosa necessita anche di nuovi slanci, di maggiore supporto per l’accesso al credito, alle pari opportunità e soprattutto ad una diffusione della cultura di impresa tra donne.

Aprire una nuova attività non significa crescere. Il mantenimento di un’impresa sul mercato è ben altra cosa… Per consolidare la propria quota di mercato c’è bisogno di supporto: servizi innovativi, opportunità per progetti di sistema soprattutto rivolti all’estero, tutela dell’ambiente, inserimento in un circuito qualificato di servizi integrati per orientare le scelte di conciliazione. Le dinamiche familiari non vanno sottovalutate, nella maggior parte dei casi ricadono soltanto sulle donne. Si fa fatica a cambiare l’approccio mentale, che identifica la famiglia come “presidio da accudire”.

La stessa necessità di integrarsi sempre più in una dimensione sociale. Certamente, poi, non si immagina un’economia senza consumi, ma si dovrebbe assumere la logica della produzione di valore come un meccanismo di crescita, dove i consumi diventano, quindi, più la derivata che il motore propulsore della crescita stessa.

Ben venga, dunque, l’avanzare delle imprenditrici, ma non lasciamole sole!

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