mercoledì 28 Settembre 2022

Concerto di Capodanno: un sogno che non ci siamo negato – FOTO

E alla fine Concerto di Capodanno è stato. Contro molti pronostici. Ed è stato al teatro D’Annunzio, il “Teatro grande” per chi è di Latina da più di qualche decennio. Come da tradizione, con addobbo di stelle di Natale, brindisi nel foyer, Sul bel Danubio blu come bis e La marcia di Radetzky, che fa battere le mani al pubblico e infiamma le conversazioni del dopo concerto sull’opportunità di entusiasmarsi per una musica scritta contro gli italiani.

Si è comportata da star la 31esima edizione del concerto a cura del Campus Internazionale di Musica, tenendo, se non tutta la città, in molti con il fiato sospeso e facendosi rincorrere dalle notizie: sarà agibile o no il teatro per le 19 del 1° gennaio? Era il 31 dicembre, il sole era non più alto perché cominciava anche a riscendere, quando un paio di righe sul sito del Comune annunciavano il nulla osta definitivo.

A quel punto si è passati al problema numero due: e come sarà una struttura enorme chiusa da mesi che se uno va nel proprio bilocale in montagna fa accendere il riscaldamento il giorno prima? Si stava anche discretamente bene, un po’ più fresco il foyer, ma ad accendere l’atmosfera e gli spettatori ci hanno pensato i vini di Casale del Giglio.

Quindi tutto bene per il Ponte tra Imprese e Musica sostenuto dalla Federlazio di Latina.

Le novità? Innanzitutto il presentatore, Dario Ciotoli, che ha accompagnato il pubblico nel viaggio musicale iniziato con “Il Poeta e Il contadino. Overture” di Franz Von Suppé. Per proseguire con Gioacchino Rossini, La Danza – tarantella napoletana, e ancora con Carl Maria von Weber, Invito alla danza, op. 65 – orchestrazione Berlioz, con Jacques Offenbach, Intermezzo (barcarola) da I racconti di Hoffmann, per arrivare a un entusiasmante Felix Mendelssohn con gli estratti dalle musiche di scena del “Sogno di una notte di mezza estate”, con quella marcia nuziale che finalmente si ascolta per intero in tutta la sua bellezza.

Non una novità ma una graditissima conferma è stata l’Orchestra Roma Classica, così come il direttore, il Maestro Benedetto Montebello.

Tutto bene, quando riesce una cosa grande. Impossibile non pensare a Riccardo Cerocchi, che il sindaco Damiano Coletta ha ricordato nel suo saluto iniziale, dedicandogli l’evento e tutti ci siamo sentiti un po’ più soli e più vicini alla figlia Elisa Cerocchi, felice alla fine del concerto: per lei era il suo vero debutto, anche se è alla guida del Campus da prima della scomparsa del papà.

Il pubblico? Ha risposto bene: teatro pieno e commenti di gioia a scena aperta, come quando sulle prime note del Danubio una signora ricordava “quanto volte l’ho ballata…”.

Un sogno di Capodanno, poi tutto rientra nelle righe e tornano le polemiche, le discussioni, teatro aperto sì, teatro aperto no. Però intanto il sogno non ce lo siamo negato. Mi sembra un buon principio.

Maria Corsetti
Giornalista pubblicista, ha lavorato a Radio Studio 93, al Territorio, a Tele Etere. E’ stata addetto stampa di Federlazio e ha fatto parte della segreteria della Commissione attività produttive del Consiglio regionale del Lazio. Scrittrice, esperta in comunicazione e formazione, è laureata in giurisprudenza ed è insegnante di lingua italiana agli stranieri.

CORRELATI

spot_img
spot_img