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Concerto di Capodanno, il travagliato iter per aprire il teatro: i dubbi di Gianluca Di Cocco

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L'ingresso del teatro D'Annunzio.

Il Concerto di Capodanno si è svolto regolarmente ieri sera nel Teatro D’Annunzio. Ma l’evento è stato preceduto da ben due ordinanze e una autorizzazione, intoppi burocratici che hanno rischiato di far saltare l’evento. Alla fine tutto quel che conta è che l’iniziativa si è tenuta ed è stata un successo. Ma l’iter con cui si è arrivati ad aprire il teatro ha destato qualche perplessità.

Prima l’ordinanza n.44 che autorizzava l’apertura del Teatro D’Annunzio per lo svolgimento del Concerto di Capodanno. Poi la revoca dell’ordinanza 44 con l’ordinanza n.46, che dice testualmente “atteso che a seguito di ulteriori approfondimenti da parte degli uffici tecnici è emersa l’opportunità di esplorare procedure alternative a quella della decretazione di urgenza, parimenti idonee a verificare la possibilità di consentire comunque lo svolgimento dell’evento programmato in carenza del quale deriverebbero alla città di Latina danni di immagine e potenziali problemi connessi alla sicurezza e all’ordine pubblico … revoca l’ordinanza n.44 finalizzata ad autorizzare lo svolgimento del Concerto di Capodanno programmato nel pomeriggio del giorno 01.01.2018 nelle more degli ulteriori approfondimenti tecnici tutt’ora in corso”. Alla fine è arrivata l’autorizzazione che però ha obbligato il Campus Internazione di Musica ad adottare le misure idonee a garantire la sicurezza.

Un balletto di atti sul quale è intervenuto Gianluca Di Cocco. “Un secondo atto quindi autorizzava l’evento? Bene, tutti contenti si pensava, il Dirigente aveva firmato l’atto che consentiva lo svolgimento dell’evento. I dubbi – dice il presidente provinciale di Idea – vengono però, quando leggendo le carte (che sembra tanto avere la forma di una determina) si nota  che a firmare questo famoso atto autorizzativo (che non menziona assolutamente l’ordinanza n 46) é stato il Sindaco. Dubbi a cui sarebbe giusto dare delucidazioni, per correttezza e trasparenza. Mi domando, ma questo non è un Documento per il quale il primo cittadino, non poteva agire per effetto della legge bassanini del 1997 recepita dal d lgs 267/2000? Mi chiedo ancora e potrei errare, la competenza a firmare quegli atti non è  propria della dirigenza ai sensi dell’articolo 107 del testo unico degli enti locali? Non vorrei errare ancora, ma la politica, non ha solo compiti di indirizzo politico e di controllo e non anche di impegnare la pubblica amministrazione verso l’esterno come si è fatto in questo atto?”

“Detto ciò – si chiede Gianluca Di Cocco – non è che si è per caso compiuto un atto contrario alla legge? È evidente come non ci sia il dolo tipico dell’abuso di ufficio e la volontà di favorire qualcuno, piuttosto è sempre più palese che sia un dilettante pazzesco”.

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