di Alfonso Vannaroni – Sono otto i Comuni del Lazio che vantano una seria e moderna raccolta differenziata. Sono soltanto otto le isole felici dove lo scorso anno la differenziazione dei rifiuti è arrivata al 65%, limite stabilito dalla normativa nazionale per il 2012. La provincia pontina è assente ingiustificata.
I dati che emergono dal dal dossier “Comuni Ricicloni” di Legambiente sono chiari: la nostra regione resta sostanzialmente nella situazione dello scorso anno, sebbene i numeri vedano un peggioramento nel totale dei Comuni ricicloni, 8 contro i 10 dello scorso anno. I paesi virtuosi rappresentando soltanto l’1% della popolazione laziale. E Latina, come gli altri capoluoghi, non è presente in classifica, lontana dagli standard di legge.
Unica città al di sopra dei 10 mila abitanti che supera gli obiettivi stabiliti dalla legge è Alatri, in provincia di Frosinone, con il 67,7% di rifiuti recuperati. Gli altri comuni ricicloni sono Oriolo Romano, in provincia di Viterbo, con una percentuale di 80,3. In provincia di Roma Castelnuovo di Porto (79,7%), Morlupo (81,5%), Sacrofano (65,9%) e Allumiere (67,6%). Tra i Comuni virtuosi del viterbese ci sono anche Canepina e Nepi, che raggiungono rispettivamente il 65,6% e il 66,7%. Ma Oriolo Romano, Castelnuovo di Porto, Morlupo, Sacrofano riescono a garantire un servizio tale da ridurre la produzione di rifiuti pro capite al di sotto dei 75 chili. Per questo l’associazione ambientalista li ha premiati con la denominazione di comune “Rifiuti free”.
“Nell’ultimo anno abbiamo visto una preoccupante e sostanziale stasi sulla crescita delle percentuali di raccolta differenziata – dice Roberto Scacchi direttore di Legambiente Lazio – un anno in cui la Regione ha studiato la situazione e ha stanziato 150 milioni, ma l’amministrazione adesso ne individui gli utilizzi nelle corrette direzioni: raccolta differenziata, prevenzione e riduzione, compostaggio di comunità, centri del riuso, abbandonando definitivamente in tutto ciò le logiche che possano portare all’apertura di nuove discariche, impianti di trattamento meccanico biologico e gassificatori” . Il panorama generale del Lazio è ancora troppo arretrato. “E’ evidente una lentezza nell’adeguamento a moderni modelli di gestione dei rifiuti – spiega Legambiente – I Comuni di dimensioni medie e grandi non presentano dati significativi. Escludendo il Comune di Alatri, la zona meridionale della regione manca totalmente di città e paesi che si siano adeguati agli standard ottimali di raccolta differenziata”.





