Golfo di Gaeta Compromessi Sposi

“Il mare non ha paese nemmeno lui, è di tutti quelli che lo stanno ad ascoltare, di qua e di là dove nasce e muore il sole”. E’ la lezione trasmessa dallo scrittore siciliano Giovanni Verga nel suo romanzo “I Malavoglia”, ancora oggi valida. Simbolo costante di trasformazione e movimento, questa enorme distesa d’acqua accomuna ogni essere umano.

A maggior ragione se si parla del Golfo di Gaeta, quell’angolo di paradiso del Basso Lazio su cui si affaccia la città non solo di Gaeta, ma anche di Formia e Minturno. E che ha da sempre la caratteristica di coniugare infinite potenzialità, troppo spesso sminuite da antichi fenomeni di campanilismo.

Ne è convinto Giovanni Acampora, presidente di Confcommercio Lazio e Lazio Sud, che ha incontrato l’attore Vincenzo Salemme sul set di “Compromessi Sposi”. Virale e molto apprezzato è stato il suo post su Facebook dal titolo “Il mare ed il Golfo non hanno confini”. Con una serie di immagini fotografiche in compagnia del comico napoletano, presso il Grande Albergo Miramare di Formia, ha voluto ribadire l’importanza di una politica comprensoriale.

La rivalità tra i comuni non porta da nessuna parte – ha affermato Acampora – e in tal modo non facciamo concorrenza ai sistemi turistici del Nord Italia, come la Versilia, la Riviera Romagnola. Se non si pensa che Formia è indispensabile per Gaeta e Minturno e viceversa, non riusciremo a crescere. Inutile continuare con un assurdo retaggio culturale, siamo cittadini del Golfo. Lo dice chi è nato a Scauri, ha studiato a Formia e ha lavorato a Gaeta”.

A rimanere affascinato dalla bellezza del litorale del Sud Pontino anche Salemme, che dopo aver trascorso qualche settimana a Gaeta, ha colto l’unicità di uno stesso mare che bagna tutti. Trasformandosi forse, complice il ruolo che ricopre nel film, nel sindaco dell’intero Golfo.

Un territorio, secondo il presidente regionale della Confcommercio, che deve muoversi in simbiosi per quanto riguarda scelte importanti. In primo luogo con la questione del Pontile Petroli dell’Eni, sito di attracco di petroliere e di stoccaggio di idrocarburi: “bisogna avere una voce forte e unita a tutela del nostro mare, che individui nella delocalizzazione la più giusta soluzione per le diverse città. Il Pontile Petroli non può essere collocato a Formia, ma nemmeno a Gaeta.”

Poi con la “valorizzazione delle loro ricchezze ambientali, storico, culturali, grazie al supporto di importanti produzioni cinematografiche per le riprese di zone invidiate al mondo”.

Proprio questa è la battaglia che le imprese del Lazio Meridionale intendono portare avanti, sensibilizzando le amministrazioni locali e i cittadini. Una società migliore inizia solo da una mentalità libera da paragoni e da manie di protagonismo.