Home Politica Commissione Urbanistica annullata, la delibera in esame ripresa dal Comune di Roma

Commissione Urbanistica annullata, la delibera in esame ripresa dal Comune di Roma

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Gianfranco Buttarelli

Doveva tenersi stamattina e invece è stata annullata la seduta della Commissione Urbanistica che avrebbe dovuto discutere della proposta di delibera relativa alla “Determinazione del maggior valore immobiliare generato da interventi di costruzione di cui all’art. 16, comma 4, lett. d – ter) del D.P.R. 380/01 e s.m.i. da assoggettare al contributo straordinario di urbanizzazione”. Ufficialmente la seduta è stata rinviata perché “È emersa la necessità affrontare prioritariamente, in quanto riveste carattere di urgenza, la problematica relativa alla programmazione triennale dei LL.PP”, o almeno così recita l’atto di annullamento della seduta presente sull’Albo Pretorio.

E invece il motivo sarebbe un altro e lo ha svelato il consigliere di Fratelli d’Italia Andrea Marchiella. La delibera in esame era palesemente copiata dal Comune di Roma. “La delibera in questione – ha denunciato Marchiella – è stata approvata dall’assise capitolina l’11 dicembre 2014 e pubblicata sull’albo pretorio della Capitale con tanto di consiglieri presenti che hanno votato a favore, contro o astenendosi oltre ai nomi dei dirigenti che non sono di certo quelli del Comune di Latina. Una vera e propria gaffe su cui verrebbe anche da sorridere se non fosse che sotto di essa si profila una vena di profonda incompetenza e un vero e proprio disegno di esautorazione delle scelte da parte dei cittadini di Latina e dei loro rappresentanti”.

Marchiella se la prende in particolare con l’assessore all’urbanistica, Gianfranco Buttarelli, dirigente al Comune di Cisterna. “Farsi commissariare in questo modo da referenti romani che hanno già posto le loro basi a Cisterna è davvero grave ma ancor più grave è l’incompetenza e l’approssimazione con cui si pretende di far passare tale proposta di delibera da portare in Consiglio Comunale. Nel documento si legge infatti nell’allegato A che le norme tecniche di attuazione del Prg sarebbero 20, mentre a Latina sono soltanto 13! Dunque i paladini del Bene Comune non si sono nemmeno accorti di questa grossolana incongruenza oppure la fretta è stata come al solito una cattiva consigliera. Ma è anche e soprattutto nel merito che la proposta presentata da Buttarelli, arrivata da chissà quale canale referenziale vicino al nostro assessore, presenta dei limiti oggettivi e racconta di un disegno caro ad ambienti imprenditoriali del cemento ben precisi”, questa l’accusa dell’esponente del gruppo guidato da Nicola Calandrini.

Per Marchiella non è possibile riportare a Latina il modello di Roma, perché le due città vivono realtà immobiliari diverse. “Sopratutto perché – spiega – questo aggravio di costi che sfora il 50% a cui invece fa riferimento la legge ricadrà tutto sulle spalle dei cittadini che si troveranno ad acquistare casa o a richiedere un cambio di destinazione d’uso. Si sappia, dunque, che le prossime varianti in deroga o con cambio di destinazione d’uso al comune di Latina saranno soltanto a pagamento e gli imprenditori, quelli che potranno, si limiteranno a pagare un costo aggiuntivo spalmandolo poi sul prezzo degli immobili. Nei fatti, con questa operazione – prosegue Marchiella -, si importa un modello romano di gestione dell’urbanistica che, non solo negli ultimi anni ha cementificato le periferie della Capitale, ma le ha lasciate anche senza alcun tipo di servizi per i cittadini. Chi potrà pagare avrà la sua variante, chi invece no resterà a guardare”.

“Ci dica dunque chiaramente Buttarelli – conclude Marchiella -, e di rimando il sindaco Coletta, a quali referenti e a quali ambienti imprenditoriali romani intende consegnare la città di Latina”.

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