sabato 4 Febbraio 2023

Come e quando fare stretching, bastano 5 minuti a fine allenamento?

di Aramis Purificato – Quando bisogna fare lo stretching? Per quanto tempo? Qual è la tecnica migliore? Basteranno 5 minuti? Cerchiamo di capire insieme. Esistono essenzialmente due tipi di stretching, dinamico e statico, che vengono usati solitamente dai non addetti ai lavori. La differenza è molto semplice, con quello dinamico si intende allungare muscoli con movimenti a velocità lenta, media o veloce, mentre con stretching statico si tiene la muscolatura in posizione di allungamento per periodi più o meno prolungati.

Uno dei punti meno discussi, ma che senza ombra di dubbio ricopre un’importanza fondamentale, è la respirazione durante l’allungamento. Numerose ricerche indicano infatti che la nostra muscolatura istintivamente si rilassa nel momento in cui espiriamo e si contrae nel momento in cui inspiriamo o tratteniamo il respiro.

Uno dei metodi più efficaci che ho avuto modo di utilizzare è infatti basato sull’allungare la muscolatura lavorando ad “onde” respirative piuttosto che in base a tempi prestabiliti arbitrariamente. Di solito preferisco sedute di R.P.G (riprogrammazione posturale globale) dove si utilizza la respirazione diaframmatica.
Alcune volte utilizzo, se utile, il cosiddetto stretching P.N.F (proprioceptive neuromuscular facilitation); questo consiste nell’allungare e contrarre la muscolatura durante la fase di stretching per aumentare l’allungamento muscolare approfittando della stanchezza della muscolatura che è stata contratta pochi secondi prima. È decisamente un valido sistema che sembra dare notevoli risultati in periodi brevi.

Quando è quindi il momento migliore per effettuare stretching? La risposta è che non esiste un momento migliore, il tutto dipende dal tipo di stretching e dallo scopo. Andando sul pratico, se volete allentare la tensione dei muscoli dopo un’intensa seduta di allenamento allora dovrete cercare di allungare quei muscoli che, se retratti, portano a squilibri posturali, tensioni nella zona lombare e quindi cercare di privilegiare da supini il quadrato dei lombi, gli ischio-crurali, lo psoas, piriforme e glutei. Se invece parliamo di una vera seduta di stretching non bastano 5 minuti, fatevi consigliare e seguire da esperti o privilegiate forme in cui utilizzate la respirazione diaframmatica o qualsiasi forma di stretching globale che possa aiutarvi nell’allungamento delle diverse catene cinetiche principali e possa rendere il vostro corpo più funzionale possibile.

In collaborazione con www.movingformia.it

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