Discarica Civitavecchia

L’incapacità di gestire i rifiuti a Roma e nel Lazio rischia di avere ricadute devastanti per la provincia di Latina.

Ieri si è svolto l’incontro con il Ministero per cercare di capire quale possa essere la strategia migliore per uscire dall’impasse.

Sul tavolo non c’è solo la vicenda Ama e la contingenza romana ma c’è, soprattutto, la carenza di impiantistica e un nuovo piano regionale dei rifiuti chiaro.

Inoltre, ci sono pochi spazi e solo per i rifiuti trattati, senza considerare i grandi problemi di logistica per i viaggi oltre confine.

La soluzione temporanea, proposta da Roma Capitale nel tavolo con Ministero dell’ambiente e Regione Lazio, di inviare i rifiuti all’estero dopo che dal 1 gennaio chiuderà la discarica di Colleferro.

Ipotesi che sembra più un’arma spuntata per prendere tempo, rispetto alla necessita’ di individuare un sito di discarica, che una strada realmente percorribile.

Tanto che in molti, a partire dalla Lega in consiglio regionale e non solo, cominciano ad alzare le barricate di fronte ad un possibile scenario tutt’altro che allettante.

“Avviso ai romani: dal 31 dicembre la Tari, che nel Lazio è la più alta d’Italia, schizzerà ulteriormente con la chiusura della discarica di Colleferro. È il frutto – interviene il capogruppo della Lega in consiglio regionale del Lazio, Angelo Tripodi – del fallimento della gestione dei rifiuti ad opera del M5S e del Pd! Questi ultimi sono stati incapaci di individuare e di realizzare gli impianti vitali per chiudere il ciclo, come ad esempio i termovalorizzatori di ultima generazione che vengono chiusi in linea con quelli di Lazio Ambiente nonostante il revamping sia costato 12,6 milioni di euro”.

La questione, infatti, è semplice, anzi semplicissima e ripete un copione già visto.

La Regione Lazio a gennaio invocherà il principio dell’emergenza, prenderà atto che le strade sinora percorse sono troppo costose o no percorribili, farà leva su un piano rifiuti mai approvato, e quindi sull’assenza di regole su chi possa fare cosa e dove, e toglierà dal cassetto il primo progetto utile ad evitare il tracollo.

“I rifiuti li smaltiremo a casa di Virginia Raggi e di Nicola Zingaretti oppure trasferendoli ancora nelle province, fuori regione o all’estero? Quando Roma diventerà autonoma, non scaricando le responsabilità sugli altri territori? Sia chiaro – conclude Tripodi – scordatevi il progetto della discarica ad Aprilia”.