La vignetta è di Enzo De Amici, è il gioco dell’ironia della vignetta, ma è un allarme. Il Comune ha tagliato l’erba davanti le scuole, ha imbiancato le aule, ha fato i lavori che doveva. Tra qualche giorno il nostro futuro, i bimbi, torneranno scuola, se nessuno ha pensato a loro, se non troveranno l’ordine delle cose penseranno “che fa”, penseranno che se i grandi, il Comune, non ha doveri anche loro non ne avranno. Tutto qui, ed è tragedia perchè il futuro, i ragazzi (i mammocci nella mia lingua degli affetti), sono l’unico investimento “indispensabile”.
Invece? Non siamo stati in grado di riparare un condizionatore in biblioteca. E l’estate è finita. Dopo che tutti, dico tutti, Bene-comune in slanci di giovanilismo avevano detto “la faremo più grande e più bella che pria”. E’ la stessa da quando ci marinavo la scuola e mi sono diplomato nel 1980. Stessi tavoli, stessi scaffali, forse stessa polvere. Sarebbe bello sapere quanti soldi abbiamo investito in nuove acquisizioni librarie, quante iniziative di promozione culturale siano state prese dalla biblioteca.
Questo è il quadro, tagliare l’erba, imbiancare le aule, comperare nuove lavagne, mettere un condizionatore sono sono le sette fatiche di Ercole, ma cose normali, cose che si fanno tutti i giorni nelle case dei cittadini, che fanno tutti i comuni.
Coletta non devi liberare Gerusalemme dagli infedeli, devi far funzionare le scuole a Latina, devi accendere un condizionatore. Il resto? Per quel che mi riguarda è fuffa.





