mercoledì 28 Settembre 2022

Coletta sceglie i vaccini, la storia dell’orgoglio di vaccinarsi

Come si dice al Paese mio: “mo chi mi ammazza Coltetta” ma ci voleva una ordinanza per far vaccinare i bambini? Bene ha fatto il sindaco, male i genitori che hanno anche solo pensato di non vaccinare i bimbi.

Sono la prima generazione che il vaccino ha salvato dalla polio e iddio stramaledica chi specula sulla paura contro la possibilità di avere malattie devastanti. Si sono duro perché questo non è terreno di opinioni, è scienza. Sono figlio delle “sorti umane e progressive”, ho in odio chi vuole conservare, ho il mito del progresso e ieri non è un film da ripetere ma un insegnamento per non smarrirsi.

sono stato vaccinato dalla guardia medica (un vigile che faceva le punture) a Sezze, una fila di bimbi infinita. Mamme e nonne al seguito, tutti mobilitati e pianti a go go. E al ritorno con la spalla “marchiata” per sempre l’orgogli di mia madre Bruna e di Za Pippa, mia nonna, che avevano “garantito” una speranza in più per me, e anche per gli altri bambini.

Il marchio del vaccino mi esentò dalle lotte con gli altri bambini “tenco la puntura”, fu poi sfida a chi aveva il “marchio” più grande.

Le nostre non erano famiglie colte, ma orgogliose di capire da chi sapeva di più. Oggi l’arroganza dell’ignoranza sta negando anche la scienza.

Sono stato vaccinato per amore, e spero che ogni madre, ogni padre abbiano oggi lo stesso amore per i bimbi che sono la nuova sfida.

Lidano Grassucci
Direttore di LatinaQuotidiano fino ad Aprile 2018. Giornalista professionista, laureato in scienze politiche, è stato direttore de Il Territorio, Tele Etere, Economia Pontina, caposervizio presso Latina Oggi e autore di numerose pubblicazioni.

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