Damiano Coletta
Damiano Coletta

Che il sindaco di Latina, Damiano Coletta amasse le citazioni è cosa nota.

Lo ha dimostrato sin dal giorno del suo insediamento.

E non poteva mancare anche nei nomi dei progetti quel richiamo alla classicità che fa tanto aristocrazia intellettuale che piace alla sinistra.

Si chiamava, è bene usare il tempo che fu considerato la fine che ha fatto, “Metamorfosi”, come la celebre opera di Ovidio, il progetto presentato dal Comune di Latina in Regione.

Non un vezzo ma il tentativo di accedere a fondi per interventi da effettuare sul litorale pontino.

L’epilogo è noto.

Le integrazioni richieste non sono state fornite e il progetto è stato respinto.

Le risorse per oltre 800mila euro perse.

Dall’amministrazione non un solo cenno, non un sussulto, non una spiegazione sulla ragione per cui si è deciso di non degnarsi neanche di rispondere alla regione Lazio.

Non una considerazione sul fatto che per il litorale di Latina quei fondi, considerato lo stallo e il degrado in cui versa, erano fondamentali.

Coletta avrebbe dovuto, come in casi analoghi precedenti, chiedere scusa ai cittadini, ammettere che non è in grado di far lavorare la macchina amministrativa, che i controlli sugli uffici non ci sono.

Gli 800mila euro persi non sono spiccioli.

A quelli che chiedono increduli, basta dare uno sguardo sui social, se sia vero che il Comune ha perso una somma tanto rilevante, gli esponenti di Lbc non possono rispondere con un laconico si è vero.

Dove è la responsabilità?

Dove sta il bene comune?

Le Metamorfosi di Ovidio parlavano di un cambiamento, di un mutamento.

A Latina di tutto questo non c’è nulla e resta l’immobilismo.