Coletta sindaci a Montecitorio

Ieri l’annuncio: Damiano Coletta, sindaco di Latina, non correrà alle europee. E mi viene in mente il racconto di Enzo Biagi, credo, che ricordava come in una delle tante gazzette che si stampavano tra la via Emilia e il west a corto di notizie pubblicarono che “Sofia Loren quell’anno non sarebbe venuta in vacanza nella bassa”. Naturalmente sorvolarono sul fatto che mai c’era venuta, e mai ci sarebbe stata, ma la notizia era vera e inconfutabile, e fu anche confermata dai fatti. Di Sofia Loren quell’estate neanche l’ombra. Dio ci salvi dal cretinismo che impera, Coletta sarà un grande sindaco di Latina ma già a Prato Cesarino non sanno che esiste, per tacere della disconoscenza di cui gode a Carpineto. IL collegio delle europee comprende il Lazio, la Toscana, le Marche e l’Umbria, a Recanati che ne sarà del nome del sindaco di Latina?. Direte ma gli altri sindaci? Ma hanno dei partiti alle spalle, hanno precedenti: Salvatore De Meo conta la rete che ha portato a Bruxelles, Stefano Zappalà, e primo dei non eletti la volta scorsa Armando Cusani. Il sindaco di Terracina, Nicola Procaccini, ha anni di militanza accanto a Giorgia Meloni che farà tandem di preferenze con lui. Ma Coletta di che partito è? Ora capisco tutto, mi anche affascinano i bisogni dell’uomo, ma l’annuncio della non candidatura è la prima volta che la sento.

Come se io vi annunciassi accoratamente che “non salirò sul soglio pontificio”. E se mi chiederete: ma non hai preso mai i voti. Vi dirò la verità: hanno insistito ad unisono tutti i cardinali, ma ho dovuto dire di no per via di un terribile male all’alluce.

Fa triste aprile.