Coletta alla Camera

Latina come sempre città che non smette di stupire.

O meglio a non smettere di stupire è il sindaco Damiano Coletta che ieri ha augurato buon lavoro ai docenti delle scuole, al personale ausiliario che da oggi, primo settembre, sono tornati a operativi tra aule e banchi.

Un gesto di cordialità e un augurio sincero accompagnato da una presa di consapevolezza legata alle difficoltà, insite e non evitabili, legate alla pandemia e al coronavirus.

Perchè se è vero che nessuno sa cosa accadrà dopo che si riprenderanno, presumibilmente il 14 settembre, le lezioni, come e in che termini il virus circolerà tra i bimbi e i docenti, con quali ripercussioni e velocità, è anche vero che si deve trovare il modo di convivere con questo nemico invisibile e subdolo.

Ecco allora che il sindaco, all’unisono con l’assessore Proietti, aggiunge: “Il rientro in presenza, tutti insieme, rappresenta oggi non solo una sfida, perché inevitabilmente carico di rischi, ma anche una grande opportunità”.

Perfetto! Viene però da domandarsi come mai la stessa sfida, tra rischi che devono trasformarsi in opportunità, valga per i bimbi e i docenti ma non per i componenti del  consiglio comunale.

Come mai dopo sei mesi sia considerato un traguardo importante il ritorno in presenza “tutti insieme” di bimbi e docenti e non quello dei consiglieri comunali.

Sono sei mesi che il consiglio comunale si svolge a distanza, sono sei mesi che le commissioni seguono lo stesso sistema e l’aula di piazza del Popolo è desolatamente vuota fatta eccezione per le esigenze specifiche, vedi il consiglio dei ragazzi, del sindaco e della giunta.

I primi a dover tornare tra i banchi sarebbero dovuti essere proprio loro, gli eletti dal popolo, coloro che dovrebbero dare l’esempio e discutere per capire quali azioni mettere in campo per la ripresa della scuola, per il rilancio economico, per affrontare mesi che si preannunciano complessi sotto ogni profilo.

Invece niente. Tutto in attesa di protocolli e studi di sicurezza che consentano di tornare in aula, solo quella del Comune ovviamente, senza correre rischi.

E le opportunità? Probabilmente sono quelle, a vantaggio di Coletta e della sua maggioranza, di tenere la politica lontana dall’aula e il dibattito sul filo di una connessione non proprio ottimale.