Damiano Coletta
Damiano Coletta

Un accordo per tanti dubbi.

Il sindaco Coletta e Latina bene comune sanno che l’accordo con il Partito democratico può essere la leva per arrivare più in forze all’appuntamento elettorale del 2021.

Sa anche che imbarcare i dem in maggioranza comporterebbe non pochi rischi.

Il Partito democratico è spaccato al suo interno ed evitare che questi dissidi possano rappresentare un boomerang anche per il governo della città oltre che per lo stesso Lbc è ‘imperativo.

La situazione, tra tira e molla a suon di dichiarazioni e di intenti, riporta alla mente la favola della rana e dello scorpione.

Uno scorpione per attraversare un fiume, ma non sapendo nuotare, chiese aiuto ad una rana. Dopo un primo tentennamento riuscì a vincere le paure della rana dicendole che non l’avrebbe punta perchè sarebbe morto anche lui.

A metà tragitto la rana sentì un dolore alla schiena, e capì di essere stata punta dallo scorpione. Mentre entrambi stavano per morire la rana chiese all’insano ospite il perché del folle gesto. “Perché sono uno scorpione…” rispose lui “E’ la mia natura!”.

E proprio nella natura del Pd sta l’incapacità, almeno negli ultimi anni, di sanare i dissapori, superare i dissidi e restare compatti per raggiungere gli obiettivi.

La stessa candidatura a sindaco nel 2016 di Enrico Forte, oggi consigliere regionale e comunale, aveva portato in luce proprio la presenza di tanti, forse troppi franchi tiratori.

Risultato il candidato Forte arrivò quarto dopo i suoi competitor Coletta e Calandrini, che andarono al ballottaggio, e Calvi per Forza Italia.

Le tensioni con il segretario provinciale Claudio Moscardelli sono ormai storia quotidiana.

Coletta sa che se imbarca in maggioranza il Pd deve prendere tutto il pacchetto, correnti e personalismi compresi.

Valutare se ne valga davvero la pena pesando attentamente i rischi, oltre che i possibili vantaggi, è d’obbligo.

Altrimenti si rischi di non arrivare alle elezioni amministrative del 2021 sani e salvi.