Damiano-Coletta

“Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi” diceva Tancredi ne Il Gattopardo.

Massima che a Latina sembra essere stata assunta a modalità di governo della città dal sindaco Coletta.

In quattro anni Coletta non è riuscito a dare una direzione della città.

Non è riuscito ad imprimere una direzione da seguire in termini di sviluppo, occupazione, rigenerazione urbana, trasporti o viabilità.

Dal 2016 Latina è (non) governata, rassegnata alla sopravvivenza proprio da chi doveva guidarne la rivoluzione.

In questi mesi, con forza, sono emerse le lacune di un sindaco e di una maggioranza che, pur di preservare lo stato attuale e non mettersi in discussione, stanno gettando a mare l’unica chance di poter realizzare qualcosa a vantaggio della comunità.

L’inerzia, la supponenza, la chiusura del sindaco ha portato all’esasperazione anche il Pd che dopo cinque mesi, e finalmente, ha detto basta a quella che da intesa sii è trasformata in farsa.

Coletta deve essersi reso conto che portarsi in casa esponenti di un partito che, al di là delle posizioni politiche, hanno qualità, esperienza e un’idea di come Latina possa crescere lo avrebbe messo in cattiva luce sottolineando la paralisi su cui ha consolidato la sua reggenza.

Con la scusa di lasciare uno spazio aperto in giunta ha sottratto a Latina, da mesi, un assessore alle attività produttive come se questo settore fosse marginale in un contesto, come quello del capoluogo pontino, in cui le serrande continuano ad abbassarsi, i commercianti stentano a sopravvivere e il centro storico è diventato la barzelletta di una Ztl che non è altro che la delimitazione del vuoto assoluto.

Sull’urbanistica non si è visto un solo passo in avanti fatta eccezione per progetti rimandati al mese del poi e all’anno del mai.

E al di là degli aspetti tecnico amministrativi quello che emerge con forza dirompente è che manca una visione di Latina di quello che è e di quello che potrebbe essere.

Noi intendiamo, invece, essere l’anello di congiunzione tra il territorio, le sue esigenze ed aspettative, dando ascolto a progettualità ed idee che associazioni e cittadini forniscono.

Viene da sorridere pensando al 2021 quando Coletta ha già annunciato di volersi ricandidare.

Nel suo programma ci saranno le cose da fare, tante, tutte, e una serie di pagine bianche su quello che si doveva e non è stato fatto.

“Il clima si vince, il paesaggio si può modificare, il ricordo dei cattivi governi si cancella”.

Ma sono certo che i cittadini di Latina vorranno migliorare.