Se si chiede a qualsiasi cittadino di Latina, siamo convinti con un minimo di presunzione che valga anche per chi ha votato Lbc, quale sia la priorità su cui vorrebbe vedere intervenire, con rapidità, coerenza, decisione il sindaco, la risposta sarebbe: la pace.

Eh sì, perchè altrimenti non si spiega la ragione per cui nel pieno della ripresa dei contagi da Coronavirus, sul baratro di una crisi economica che continua ad attanagliare le aziende del territorio in ogni settore, mentre si tagliano le corse dei bus e la raccolta differenziata resta un miraggio (si tratta solo di piccoli esempi), il sindaco Coletta abbia deciso di auto nominarsi assessore alla “Pace”.

Lo ha fatto non tanto per fare ma mettendo a punto un’ordinanza dove meticolosamente spiega le azioni che intende mettere in campo, gli obiettivi che vuole perseguire nonché le ragioni di una scelta così importante.

“Il primo cittadino – si spiega in una nota – ha deciso di tradurre concretamente questo impegno con l’istituzione di un assessorato ad hoc denominato ‘Assessorato alla Pace’ e di istituirlo in capo al Sindaco stesso”.

E specifica: “L’Assessorato avrà le seguenti finalità: promuovere e diffondere cultura e politiche di pace. In particolare mediante la promozione di attività di sensibilizzazione e di informazione della cittadinanza sui temi dei diritti umani e della pace, della solidarietà sociale, dell’integrazione e del rispetto delle diversità per una convivenza partecipata e responsabile; il sostegno e la valorizzazione delle esperienze cittadine”.

Una scelta rivoluzionaria che contribuirà, è noto il ruolo dei Comuni in questo, all’avanzamento della pace e della riconciliazione della democrazia e dei diritti umani in Europa, a mettere fine ai conflitti armati e alle guerre, a rafforzare la diplomazia internazionale e cooperazione tra i popoli, a stabilire la pace in Medio Oriente.

Insomma, il sindaco di Latina grazie a questa scelta si fa un pò Madre Teresa di Calcutta e prepara Latina ad ambire alla santità.

E noi che pensavamo che un sindaco dovesse pensare ad altro come migliorare i servizi, tenere pulita la città, farsi parte responsabile nelle scelte legate allo sviluppo, alla modernizzazione del capoluogo di provincia e della seconda città del Lazio.

Questione di punti di vista. Buona pace per tutti.