di Redazione – Il Codacons di Latina non ci sta e attacca i comuni serviti da Acqualatina per non aver fatto prevalere le ragioni degli utenti nella scorsa conferenza dei sindaci del 29 luglio. All’incontro erano presenti 25 sindaci sui 38 dei comuni serviti dall’ente. “Le Associazioni di Tutela dei Consumatori, visti i deludenti risultati raggiunti, – scrivono dal Codacons – esprimono amarezza e delusione poiché l’impressione ricavata è che pochi dei presenti avessero preventivamente approfondito gli argomenti in discussione sebbene essi avessero ricadute economicamente negative, anche notevoli, sulle rispettive cittadinanze”.

Ad esempio, spiega il Codacons: “Relativamente alla rimodulazione della tariffa del sistema idrico, per la quale viene richiesto un adeguamento di circa il 20%, quasi nessuno dei presenti ha chiesto agli esponenti di Acqualatina presenti approfondimenti sulle morosità”. L’associazione dei consumatori lamenta anche che l’ente non avrebbe svolto gli investimenti che comunque gli utenti si sono trovati addebitati in bolletta. E poi: “Quasi nessuno dei presenti ha chiesto ad Acqualatina come mai dopo 11 anni di gestione ancora non sappia quali siano gli utenti che hanno versato o no al precedente gestore il deposito cauzionale, tanto da richiederlo in maniera generalizzata a tutti coloro che utilizzano il sistema idrico pubblico”.

Il Codacons accusa i sindaci di non aver votato gli unici provvedimenti a favore degli utenti. Mentre invece è stato votato l’aumento della somma relativa al fondo sociale. Questo contributo serve ad aiutare gli utenti in difficoltà. Ma nel 2013 tale fondo ammontava a 700 mila euro e 20 mila sono rimasti inutilizzati. “È da supporre che gli utenti in difficoltà economiche siano meno del previsto, né che il fondo sociale fa parte del Fondo Investimenti, per cui un aumento delle risorse da destinare al Fondo sociale significa, da un lato minori investimenti del gestore e, dall’altro, un regalo ad Acqualatina – spiega ancora il Codacons – che si vede, di fatto, beneficiaria di una somma aggiuntiva, cioè quella sottratta al Fondo Investimenti”. Il Codacons ci tiene anche a dire che questo fondo fino all’anno scorso era corrisposto dalla Provincia, ma ora: “Che fine faranno i 700 mila euro non versati dalla Provincia? Saranno restituiti ai cittadini abbassando l’addizionale provinciale, oppure resteranno nelle casse dell’ente di via Costa?”.

In conclusione il Codacons chiede alla Conferenza dei Sindaci di approfondire meglio i temi all’ordine del giorno nel prossimo incontro. Infine, un attacco all’Autorità Garante per l’Energia Elettrica, il Gas ed il Sistema Idrico (AEEGSI), “La quale non si comprende bene se stia garantendo la parte debole, cioè i cittadini, oppure i poteri forti rappresentati dai diversi fornitori di servizi energetici ed idrici, spesso costituiti da grosse e potenti multinazionali”.