Claudio Gavillucci

Claudio Gavillucci non potrà più arbitrare. Ieri il Collegio di garanzia per lo Sport ha posto fine al contenzioso che andava avanti da mesi, a seguito dell’esclusione dell’arbitro di Latina dal CAN A. E oggi arriva puntuale la soddisfazione dell’Associazione Italiana Arbitri: “Ieri il Collegio di Garanzia dello sport ha posto fine al contenzioso promosso da Claudio Gavillucci, stabilendo in modo definitivo che l’Aia ha agito legittimamente, nel rispetto delle regole, in modo inoppugnabile. Ciò è la conferma che l’Aia opera con trasparenza, fondando la sua azione sulla meritocrazia, quale unico criterio selettivo dell’attività arbitrale, a tutela degli associati e del calcio italiano”. Così, in una nota, l’Associazione italiana arbitri.

Il terreno di gioco è l’unico vero giudice della nostra attività. Il movimento arbitrale continuerà a lavorare speditamente con impegno, passione e divertimento, nel normale approccio sportivo. Contestualmente saranno valutate azioni da intraprendere nei confronti di tutti quelli che, associati e non, hanno tentato di screditare l’Aia e la sua organizzazione durante tutto questo periodo”, dice l’associazione degli arbitri. 

L’AIA ieri si è vista accogliere il ricorso contro la sentenza d’appello della Corte federale Figc, che aveva disposto il reintegro dell’arbitro di Latina.

Per Claudio Gavillucci ora la carriera è definitivamente finita a meno che non ci siano altri colpi di scena giudiziari.

Ieri il fischietto di Latina davanti al Collegio di Garanzia dello sport presso il Coni ha dichiarato:  “Da sportivo mi sono sentito tradito dalla mia stessa Associazione. Sono qui – ha aggiunto Gavillucci – per evitare che prossimamente tocchi la mia stessa sorte ad altri arbitri in futuro. Molti miei colleghi mi hanno ringraziato per questa battaglia che sto portando avanti”.

Ma la battaglia, a quanto pare, è finita.