Damiano Coletta
Damiano Coletta

Anche il Comune di Latina promuove la class action per richiedere le partite pregresse di Acqualatina. Lo farà in un apposito convegno che si terrà martedì 18 settembre alle 16.30 nei giardini del palazzo comunale.

Non poteva mancare il sindaco Damiano Coletta e l’assessore all’ambiente Roberto Lessio. A rappresentare il comitato per la class action, gli avvocati Patrizia Menanno, e Massimo Clemente.

Nella nota il Comune di Latina invita anche a portare i documenti per aderire alla class action: carta di identità, codice fiscale e bollette con ricevute di pagamento.

Ai più potrebbe sembrare una buona cosa. E bravo il Comune di Latina in prima linea per far recuperare soldi ai contribuenti.

La nota non dice però:

  • cos’è la class action
  • che il Comune sta facendo causa a se stesso
  • chi vuole aderire deve sborsare 15 euro

Punto 1: cos’è la Class action contro Acqualatina

La class action è stata costituita per ottenere la restituzione delle partite pregresse. Si tratta di una voce sulla bolletta che serviva a recuperare i soldi spesi dal gestore idrico per fare gli investimenti antecedenti al 2011.

Perché si trovano in bolletta? Perché ha stabilito una legge nazionale che il gestore potesse recuperarli dalle bollette a partire dl 2012, prima non era possibile.

Dunque, non è una voce che fa arricchire Acqualatina ma un importo che va a coprire un investimento di cui gli utenti hanno beneficiato. Tra parentesi: Acqualatina comunque dovrà recuperare quell’investimento, e il problema degli investimenti è proprio quello, gravano sulle bollette. 

Punto 2. Il Comune di Latina fa causa a se stesso

È abbastanza ridicolo che un ente comune si muova per far aderire alla class action, perché tutti i Comuni dell’ATO4 sono soci di Acqualatina. Rappresentano la parte pubblica. E la tariffa che appare sulle bollette è decisa da chi? Dai soci. Pubblico e privato, ma per la parte pubblica Latina fa la parte del leone con i suoi 130 mila abitanti. 

In pratica il Comune promuove una causa all’azienda di cui è socio, anzi, socio di maggioranza.

Va bene il populismo, va bene la demagogia dell’acqua pubblica, ma la battaglia sulle bollette che il Comune stesso ha approvato, l’amministrazione stessa poteva evitare di cavalcarla. Vale per Latina e per gli altri comuni chiaramente

Punto 3: 15 euro, grazie

E c’è una cosa che il Comune di Latina non dice: per aderire alla class action si stanno chiedendo 15 euro, ufficialmente per sostenere le spese legali.

A quanto ammontano queste spese non è dato saperlo, ma è chiaro che se potenzialmente tutti i 262 mila gli utenti dell’ATO 4 aderissero alla class action ne deriva che ci sarebbero in ballo milioni di euro, che potrebbero essere una somma maggiore delle spese legali.