Mauro Carturan

Prima gli uffici che a detta del sindaco non collaborano, ora ci si mette anche la minoranza a intralciare la guida di Mauro Carturan a Cisterna. Il sindaco è un fiume in piena, la sua pazienza è evidentemente giunta al limite.

Questa volta, la goccia che ha fatto traboccare il vaso è una interrogazione presentata dalla minoranza, e inerente la nomina dell’architetto Luca De Vincenti a dirigente all’urbanistica. Per la minoranza l’avviso di selezione conterrebbe delle irregolarità nell’elenco dei requisiti, inoltre lo stesso De Vincenti non risponderebbe a pieno a tutte le caratteristiche richieste. L’interrogazione chiede espressamente la revoca in autotutela dell’avviso pubblico e della conseguente nomina del dirigente. 

La questione ha fatto infuriare il sindaco, che già da tempo denuncia, a suo dire, una scarsa collaborazione degli uffici. Del resto, ammette lui stesso, in tanti sono andati via, altri magari sono rimasti “scottati” dalle inchieste, resta il fatto che i provvedimenti si fermano e non proseguono il loro iter amministrativo. Mettere in discussione anche il dirigente all’Urbanistica rischia di creare una ulteriore grana. La questione però da amministrativa diventa politica.

“Ci deve essere qualche genio a Cisterna – commenta il sindaco – Io inviterò i miei assessori e delegati a non dare risposte a interrogazioni e richieste della minoranza. Noi non stiamo giocando, non diamo risposte e non accettiamo indicazioni, se ci sono interrogazioni risponderanno i dirigenti ma non ci saranno risposte politiche”.

Un atteggiamento di chiusura totale, perché, spiega il sindaco, ha chiesto la collaborazione di tutti per il bene della città, è arrivato persone ad offrire assessorati, e questa sorta di ostruzionismo proprio non gli va giù, tantomeno il ricorso che sarà discusso l’8 novembre al Tar, che potrebbe portare Cisterna al ballottaggio. 

Se la prende con Gianluca Del Prete: “Ora basta, deve capire che sono finite le elezioni, 8 novembre è sua vergogna. Questa città aveva bisogno di collaborazione anche di chi ha perso. Questa interrogazione è legittima ma grave per allontanare un tecnico che non avrebbe 5 anni di permanenza da pubblici uffici, un uomo che ha decine di pubblicazioni, ha lavorato al Comune di Roma. Noi faremo le capriole e lo teniamo. Del Prete deve vergognarsi”.

E ancora: “Sono nemici e non oppositori, perché non stanno attaccando Carturan o Campoli. Se questa è Cisterna io non merito di stare qui e me ne andrò”.

Oltre alla minoranza (che fa il suo lavoro di opposizione), ci sarebbe per il sindaco una situazione poco chiara negli uffici, dove ancora si vede l’ex segretario generale Gloria Ruvo, con cui il sindaco non è affatto tenero, dove si sente ancora in un certo senso “l’influenza” dell’ex dirigente Quirino Volpe, dove anche il dirigente della Polizia Locale non riesce a far funzionare i semafori.

Il tutto però in un organico probabilmente insufficiente, tanto che il sindaco ammette: “Stiamo valutando di far tornare qui Gianfranco Buttarelli, ma non crediamo sia possibile”. Una chiacchiera buttata là, ma pesante come un macigno, perché Buttarelli è tra coloro che finirono nel calderone dell’inchiesta Touchdown, ma è evidentemente uomo di fiducia del sindaco.

La sua conclusione però è morbida: “Una parte minoritaria di persone stanno lavorando fortemente e per questo vanno ringraziate.”