#Futuroallavoro è lo slogan scelto per la manifestazione nazionale di Cisl, Cgil, e Uil che si svolgerà sabato 9 febbraio.

L’appuntamento è in piazza San Giovanni a Roma.

Il tema è chiedere interventi concreti per lavoratori e pensionati, per i giovani, per lo sviluppo, la crescita ed i diritti sociali.

Tutti elementi che nella manovra varata dal Governo non trovano posto.

La Cisl di Latina, guidata dal segretario provinciale, Roberto Cecere, sarà protagonista.

Oggi, infatti, si è svolta la riunione dell’esecutivo di tutte le categorie della Cisl. All’ordine del giorno le modalità operative per la manifestazione di Roma.

Dalla provincia di Latina partiranno 11 pullman di cui uno dal capoluogo pontino. Oltre 500 persone prenderanno parte alla mobilitazione da protagoniste.

“Il nostro obiettivo – spiega Cecere – è partecipare all’insegna della condivisione di temi che riteniamo fondamentali per far sentire la nostra voce e quella di tutti i cittadini che, nonostante la forte propaganda politica, rischiano di essere vittime di una manovra che fa acqua da tutte le parti. Per queste ragioni non mancherà in quel contesto anche una forte caratterizzazione locale”.

Non solo antitesi alle scelte del Governo quindi ma una partecipazione ad ampio respiro.

“Certo. Intendiamo portare le enormi criticità, purtroppo, irrisolte che caratterizzano la nostra provincia troppo spesso dimenticata da tutti. In primis la questione infrastrutturale. L’esigenza di portare senza tentennamenti in cantiere la Roma – Latina che non è solo una strada ma il catalizzatore di uno sviluppo di cui le nostre aziende necessitano e di occupazione. Così come la questione dell’aeroporto di Latina. Un progetto in cui crediamo fortemente e che non può essere oggetto degli umori politici ma frutto di una pianificazione accurata che possa dare ossigeno al nostro territorio sotto il profilo turistico, imprenditoriale e del lavoro ovviamente”.

Insomma si vuole esser uno stimolo per la politica e un interlocutore per il Governo a tutti i livelli.

“Questo è il ruolo del sindacato. Non siamo mai stati e non saremo mai contro qualcosa. Noi siamo per fare  e bene, siamo a favore delle  proposte ma rigettiamo la propaganda. E credo che in questo momento ce ne sia troppa”.

A cosa si riferisce?

“Basti pensare agli effetti che l’applicazione della cosiddetta “quota 100” produrrà nelle pubbliche amministrazioni o nelle scuole. Le faccio un altro esempio, quello dell’Inps. A Latina lo scorso anno sono andati in pensione 30 persone. Con questo sistema ne andranno in pensione altre cinquanta. Con 80 unità in meno a fronte di 250 impiegati in totale e di servizi ridotti all’osso, di risposte, come l’erogazione della disoccupazione, impiegano mesi prima di essere erogate, il sistema si paralizzerà. Prima di mettere in campo una scelta bisogna pensare alle ricadute che questa produrrà. E’ evidente che non lo abbiano fatto”.

Il tutto a danno dei cittadini.

“Purtroppo sì. Se non sbloccheranno il turn over le ricadute saranno pesantissime. Non si possono attuare manovre come questa senza porsi il problema di cosa accadrà nel funzionamento della macchina amministrativa a tutti i livelli. Si naviga a vista e si cerca qualcuno a cui addossare le colpe. Io sono abituato a cercare, invece, le soluzioni. Di questo la nostra provincia e il nostro Paese hanno bisogno”.

E, soprattutto, non bisogna distrarre l’attenzione per evitare che i cittadini si accorgano di quello che non va.

“Oggi cercano di farci credere che il problema dell’Italia sia lo straniero. Ma si limitano a rigettare quello che non è un problema ma un fenomeno da gestire attraverso l’integrazione elo sviluppo delle potenzialità di ciascuno. Come Cisl stiamo lavorando in questa direzione. E nelle prossime settimane partirà un corso di formazione per stranieri che vogliono tornare nei paesi di origine con aziende italiane che già operano all’estero e con cui possono fare impresa insieme. Dobbiamo dare dignità al loro lavoro e rompere il pregiudizio che spesso lo accompagna”.

Quindi in piazza ci saranno non solo le persone ma i portatori di quella che è anche una rivoluzione culturale.

“Sabato porteremo a Roma l’Italia solidale per dare un grande segnale sull’importanza dello stare insieme e per dire che l’Italia non è quella che ci vogliono far credere. Ci sono problemi da gestire, è vero. Per farlo serve un progetto di ampio respiro. Le soluzioni si trovano se siamo in grado di non isolarci. Il primo passo in ogni contesto è recuperare una autorevolezza, politica ed economica, che abbiamo perso”.