Una giornata didattica sulla sicurezza sul lavoro quella che si è svolta oggi presso le aule del centro di formazione Cisl Latina.

Un progetto di Sindnova – Inas Cisl – Inail, per accrescere la cultura e le competenze dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza aziendali (Rls) e di quelli territoriali (Rlst) per la prevenzione, l’emersione e la tutela delle malattie professionali.

In cattedra, nella veste di relatore, Claudio Arlati, direttore di Sindnova, Roberto Cecere, segretario generale della Cisl Latina e Natalino Zaccheo, responsabile Inas Cisl Lazio.

Obiettivo migliorare la conoscenza dei rischi professionali del settore edile, agricolo e dell’agroindustria, sanitario e ospedaliero, tramite la diffusione delle buone prassi relative alla promozione della sicurezza sul lavoro.

Il progetto si propone, inoltre, di costruire, in un clima collaborativo tra le parti sociali, soluzioni per la prevenzione e la tutela delle malattie professionali.

Un percorso formativo che ha visto la partecipazione di numerosi delegati provenienti dalle federazioni del pubblico impiego (Fp Cisl) e del comparto edile (Filca Cisl).

“I dati sugli infortuni sul lavoro – ha spiegato Roberto Cecere – sono drammatici, sono 703 i morti sui luoghi di lavoro. Con i morti sulle strade e in itinere, considerati dallo Stato e dall’Inail come morti sul lavoro arriviamo a oltre 1450 lavoratori morti per infortuni. Siamo convinti che bisogna continuare sul percorso culturale con una formazione ed informazione adeguata per contrastare questo fenomeno”.

L’immagine della formazione alla sicurezza sul lavoro è, dunque, quella di un processo che consente alle persone interessate di diventare più preparate nello svolgere un’attività non solo limitatamente a una maggiore conoscenza ed abilità, ma, soprattutto, grazie all’acquisizione di una maggiore consapevolezza del proprio ruolo e del proprio comportamento, connessi all’espletamento della propria attività lavorativa.

In definitiva, la formazione alla sicurezza per essere considerata tale e differenziarsi dalla semplice informazione, deve tradursi in un cambiamento stabile dei comportamenti e degli atteggiamenti.

“E’ fondamentale che i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza aziendali e territoriali, svolgano un ruolo “positivo” nel controllo e attuazione della sorveglianza sanitaria, facilitare ed indirizzare le segnalazioni delle malattie professionali al patronato. Il patronato Inas – spiega Claudio Arlati – non è solo pensioni e previdenza, ma riveste un ruolo importante di tutela della salute e sicurezza sul lavoro di tutti i lavoratori e lavoratrici del territorio”.

Azioni fondamentali per la più generale prevenzione dei rischi per la salute dei cittadini e in questo senso oggi ciò appare molto coerente con indicazioni mondiali ed europee, che tendono fra l’altro ad individuare le azioni per il mantenimento di una buona salute dei lavoratori come risorsa anche per la produzione piuttosto che un costo improduttivo.

“Il mondo del lavoro subisce modifiche constanti – ha concluso Roberto Cecere – e di conseguenza gli Rls devono sviluppare le dovute competenze che la “moderna prevenzione” richiede, ovvero consolidare approcci e attività complesse che si basano sull’attuazione di politiche volte a “guadagnare salute”, cioè ad intervenire sui determinanti di malattia legati al rapporto tra salute, ambiente esterno e luoghi di lavoro, comportamenti e stili di vita, corresponsabili dell’insorgenza di patologie croniche, professionali e infortuni sul lavoro, con costi enormi anche per il sistema pubblico e sanitario”.

Tutti argomenti questi ultimi che saranno approfonditi nell’evento formativo sull’isola di Ventotene che avrà proprio come titolo “La sicurezza nei posti di lavoro in Europa”.