domenica 4 Dicembre 2022

Circeo, ritrovati fossili di 9 uomini di Neanderthal

Con il recente ritrovamento la grotta Guattari al Circeo dimostra di essere una vera e propria capsula del tempo: per millenni rifugio sicuro non solo per gli uomini, ma anche per gli animali, i cui resti sono arrivati a noi inalterati grazie ad una frana che sessantamila anni fa ne sigillò l’apertura.

Scoperta per caso nel 1939 dal paleontologo Alberto Carlo Blanc, che ritrovò un teschio che fu attribuito all’uomo di Neanderthal, ora, quasi 80 anni dopo, paleontologi, archeologi, antropologi, archeobotanici, sono di nuovo impegnati dall’ottobre 2020 in questa grotta in una campagna di scavo condotta dalla soprintendenza archeologica delle province di Latina e Frosinone in collaborazione con l’Università di Tor Vergata.

“Il ritrovamento di nuovi reperti archeologici riconducibili a nove individui dell’uomo di Neanderthal risalenti i 50mila e i 100mila anni fa, venuti alla luce in una grotta a San Felice Circeo rappresenta una scoperta straordinaria a livello mondiale che ha acceso i riflettori sul territorio della provincia di Latina” ha commentato il presidente della Provincia Carlo Medici.

“Si tratta di un evento eccezionale – prosegue Medici – sia per la qualità che per la quantità del materiale archeologico ritrovato, grazie al lavoro degli esperti della Sovrintendenza di Latina e Frosinone in collaborazione con università e altri enti sul quale gli studiosi di tutto il mondo potranno effettuare ulteriori ricerche: ora si lavora infatti per ricostruire il quadro paleoecologico della pianura Pontina tra i 125mila e i circa 50mila anni fa. Per questa provincia un motivo di orgoglio e soprattutto in prospettiva un richiamo per appassionati e studiosi a visitare il nostro territorio quando i reperti, che ora sono stati portati a Roma per essere analizzati, torneranno qui”.

Ma pare ci sia anche qualche mistero da risolvere: da quanto hanno riferito gli esperti, il ritrovamento di questi crani nella grotta laziale presenta degli aspetti inquietanti, perché la maggior parte di essi presenta alla base un’apertura innaturalmente più larga, come se qualcuno li avessi aperti per mangiare il cervello. Sono stati gli uomini o gli animali ad allargare il foro occipitale? Bisognerà aspettare che il lavoro di analisi sui resti vada avanti per avere la risposta.

Katiuscia Laneri
Giornalista pubblicista dal 1997. Conduttrice, scrittrice, videoreporter pluripremiata e pioniera dei new media. E' stata, tra le altre esperienze, fornitore di servizi per RAI TgR e corrispondente freelance per diverse testate e agenzie nazionali, anche da teatri di guerra quali Afghanistan, Libano e Kosovo. Esperta di economia turistica con la passione per le produzioni televisive.

CORRELATI

spot_img
spot_img