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Cilindri di plastica sul lungomare di Formia e Gaeta, l’esposto di “Un’altra città”

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Più volte sono stati segnalati gli oggetti rotondi in plastica trovati sul lungomare di Formia e Gaeta. Qualche giorno fa il movimento “Un’altra città”, di Gaeta, ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Cassino e a quella di Latina affinché vengano accertate eventuali responsabilità.

Il tratto di costa interessato è di 21 Km, all’interno dei comuni di Formia (spiagge di Gianola, Sant’Janni e Vindicio) e di Gaeta (Gaeta medioevale, spiagge di Serapo e sant’Agostino).

A seguito di numerose segnalazioni di singoli cittadini, già nel gennaio 2021, sono state organizzate alcune giornate di ricerca che hanno permesso di raccoglierne cica 4.000 unità.

Questi numeri rappresentano una frazione minima di quelli realmente presenti visto che questi cilindri sono spesso non facilmente identificabili tra ammassi di rifiuti, alghe e legnetti e, sono costantemente rimossi dalle onde o sepolti dal vento sotto la sabbia.

“Un’altra città” ha anche ricercato l’origine di questi oggetti che inquinano il mare e avrebbero scoperto che sono supporti utilizzati da un’azienda per la depurazione delle acque reflue. Ora sarà la Procura, ove lo ritenesse necessario, a prevedere una verifica.

“Ad aggravare la situazione – dicono dal movimento – è anche la costatazione che il nostro Golfo dal 2010 è stato identificato come Area Sensibile, con vincoli e limiti a tutela delle acque, oltre ad essere presenti aree protette e di elevato valore per la biodiversità quali il Parco Regionale di Gianola e Monte di Scauri e il Parco Regionale di Monte Orlando a Gaeta

La gravità dei fenomeni di inquinamento causati dai rifiuti marini, in particolare quelli in plastica, possono causare gravi danni agli organismi marini a causa dell’ingestione o intrappolamento. Non possiamo dimenticare che recentemente si sono verificati ritrovamenti di tartarughe marine morte sia a Formia che a Gaeta.

Tutto ciò ci ha spinto a chiedere alle autorità competenti di appurate le ragioni di questo sversamento in mare, verificare le responsabilità̀ di un eventuale inquinamento all’ambiente e al mare”.

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