Pronto Soccorso Cisterna

Sulla chiusura dei punti di primo intervento, i sindaci dei sette comuni pontini coinvolti possono contare sull’appoggio dell’Ordine dei Medici di Latina e sul presidente Giovanni Maria Righetti. 

“È opportuno ricordare che l’Ordine dei Medici ha sempre sostenuto la necessità di riflettere per tempo sulle possibili conseguenze negative derivanti dalla chiusura dei sette Punti di Primo Intervento (PPI) della nostra Provincia in assenza di una valida alternativa. Ormai, tutti i consigli comunali dei territori dove sono insediati i PPI si sono espressi in tal senso con motivazioni che l’Ordine condivide. In questo caso non si tratta di campanilismo”, dice Righetti.

Per l’Ordine dei Medici la chiusura dei Punti di Primo Intervento avrebbe senso nelle aree metropolitane, non in un territorio come la Provincia di Latina, caratterizzato da insediamenti di popolazione spesso molto distanti dagli ospedali. E con la viabilità che in questo senso non aiuta. A maggior ragione in estate, dove ai residenti si aggiungono i turisti.

Basti pensare che nei Punti di Primo Intervento della Provincia di Latina si contano 70 mila accessi l’anno.

Non siamo a conoscenza del modello alternativo di assistenza in caso di chiusura dei PPI, non siamo a conoscenza di una analisi delle conseguenze sulle attività dei Dipartimenti di emergenza urgenza dei presidi ospedalieri di Latine e Formia e dell’ARES 118. Non appena la ASL sarà in grado di fornire tali informazioni, l’Ordine ritiene che debbano essere messe a disposizione dei Sindaci nella sede naturale dove poter pronunciarsi collegialmente e cioè la Conferenza provinciale sulla Sanità”.

I Comuni pontini interessati dal rischio chiusura dei punti di primo intervento sono sette: Cisterna, Sabaudia, Gaeta, Minturno, Priverno, Cori e Sezze.