“Quali siano i servizi garantiti nei punti di erogazione di assistenza primaria rispetto ai punti di primo intervento con la specifica delle fasce orarie di ogni singolo Comune interessato”.

Questo il quesito posto al presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, nell’interrogazione a risposta immediata che il capogruppo della Lega, Angelo Tripodi, ha depositato in queste ore.

Una richiesta di chiarimenti non interpretabile a fronte del caos creato in questi mesi tra decreti approvati, quello che sancisce la chiusura dei punti di primo intervento, poi modificati in corsa, dichiarazioni di intenti e promesse di innalzamento e valorizzazione dei servizi di cui ad oggi non vi è traccia.

L’unica certezza, infatti, sta nel fatto che i Punti di primo intervento saranno cancellati e sostituiti da non precisati punti di assistenza primaria per i quali non si conoscono quali servizi saranno erogati, con quale personale e strumentazione.

Inoltre su tutto gravano due passaggi non proprio irrilevanti.

Il primo sta nel fatto che lunedì 2 dicembre il Tar si esprimerà nel merito dei ricorsi presentati da alcuni Comuni della provincia di Latina, come Cisterna, Cori e Sabaudia e da alcuni comitati, interessati dalla chiusura di queste strutture.

Il secondo nel fatto che il decreto ministeriale è ancora vivo e vegeto e prevede la chiusura dei punti di primo intervento.

Il resto è storia di una regione e di una provincia, come il Lazio e Latina, che continua a vedere una sottrazione di servizi sanitari.

La chiusura dei Punti di primo intervento che svolgevano un ruolo nella decongestione dei pronto soccorso lascerà solo una nuova ferita sui territori.

Inoltre, la carenza in parte dei cittadini a strutture di assistenza soprattutto sotto il profilo dell’emergenza – urgenza.

“Questo declassamento dell’offerta sanitaria – spiega Tripodi nell’interrogazione – rischia non solo di imporre il ricorso da parte dell’Ares 118 all’attivazione di postazioni urgenti facendo lievitare i costi del sistema sanitario regionale ma anche di peggiorare il record, già negativo, di regione con il minor numero di pronto soccorso o strutture sanitarie d’emergenza in proporzione alla popolazione residente”.