mercoledì 5 Ottobre 2022

Chiumera: “Forza Italia riparta dai giovani e dai valori, basta inseguire gli altri”

Christian Chiumera è il coordinatore di Forza Italia Giovani della provincia di Latina ed è reduce dal congresso nazionale dei giovani del partito. Con lui abbiamo parlato di come Forza Italia possa ripartire, dai giovani e non solo.

Che sensazioni hai avuto dal congresso nazionale dei giovani di Forza Italia? Hai visto partecipazione, entusiasmo?

A livello di partecipazione abbiamo dimostrato che al di là del momento storico che sta vivendo il partito, il movimento giovanile è ancora linfa vitale e ha l’entusiasmo giusto per ripartire. È stato un congresso, il primo dopo 20 anni, un po’ nostalgico perché c’è stato il passaggio di dirigenza dopo 8 anni con la guida di Annagrazia Calabria. La cosa positiva è che ci mettiamo dentro la riorganizzazione del partito con una funzione di stimolo e di indirizzo. Nel frattempo sono state congelate tutte le nomine, che ora devono passare dall’ufficio di presidenza per una riorganizzazione a livello nazionale del movimento giovanile. Ci sono coordinatori regionali che sono arrivati al congresso da dimissionari. Anche noi ci mettiamo in gioco in prima persona.

Quali sono le aspettative dei giovani di Forza Italia?

Più che aspettarci qualcosa, siamo noi che vogliamo tracciare la linea e riportare al centro ciò che è mancato nel nostro partito, cioè i valori, e ciò ci ha disorientato, questo è venuto meno anche nel dibattito. Il movimento giovanile oggi si pone con tematiche certe e chiare e dice al partito ’questi sono i nostri valori e non dobbiamo inseguire gli altri’. Noi abbiamo la nostra storia con alti e bassi, ma ce l’abbiamo, è consolidata e non abbiamo la necessità di inseguire l’alleato per racimolare voti perché questo andamento ci fa perdere. Inseguire altri partiti ci fa passare come se non avessimo nulla da dire.

Quali sono i valori che Forza Italia giovani vuole rimettere al centro del dibattito?

Una politica basata sul concetto chiaro di famiglia contro una politica di genitore 1 e 2. Noi pensiamo alla famiglia con madre e padre, uomo e donna, contro tutto quello che è stato portato avanti negli ultimi anni, questo è uno dei valori fondamentali.

E poi l’Europa, da altre parti arrivano solo grida, urla e contestazioni, è la parte malsana: noi vogliamo far passare il messaggio che l’Europa ora è quella dei tecnocrati e dei burocrati ma c’è ancora il sogno europeo su cui dobbiamo tornare, il Manifesto di Ventotene, l’Europa dei popoli.

Quali sono le tue aspettative personali?

Posso stare per altri due anni nel partito giovanile per età anagrafica. Anche la mia nomina essendo congelata potrebbe essere revisionata nell’ambito del nuovo organigramma giovani.  Sto maturando l’idea di poter far parte di un nuovo percorso del movimento giovanile, quindi spendere gli ultimi due anni in qualcosa di più alto.

Mentre a livello amministrativo, parlando di cariche elettive, il sogno è sempre di partire dalla base del consigliere comunale, ci vorrà il 2021. Ho sempre inteso la politica come un fine che può portare a migliorare la vita del cittadino. Una delle cose più belle che ci sia è lavorare per la propria città: io vorrei essere a disposizione della mia città oltre che del partito.

Pensi che in questo momento sul piano locale ci sia un problema di leadership?

Non credo ci sia un problema di leadership, ma bisogna passare dalle chiacchiere ai fatti concreti. Ora sembra la volta buona, la stagione dei congressi è aperta, a novembre si chiude il tesseramento. Questa volta il problema della classe dirigente verrà superato con l’esaltazione, si spera, delle persone che hanno lavorato sul territorio.

Secondo te Fazzone è ancora leader indiscusso?

Credo che nel Lazio e in provincia di Latina abbia dato dimostrazione negli anni che non c’è alternativa all’attuale gestione, ma non perché sia deficitaria o problematica, ma perché ha portato risultati a casa. Come Lazio abbiamo un primato che supera tantissime realtà nazionali. La provincia di Latina c’è, è sempre un raggio di sole in più. Se la gestione vince diventa secondario cambiare.

Parlo di gestione vincente sul piano di consenso nazionale, nonostante a livello locale negli ultimi anni alcune candidature si sono rivelate perdenti. Il dato sul panorama nazionale ha percentuali che vanno a confermare la dirigenza, a premiarne il ruolo.

Ribadisco che la fase congressuale ci aiuterà a risolvere un problema di leadership e dirigenza locale. Il problema è che il capitale umano c’è, va solo messo in risalto dando a tutti la possibilità di candidarsi e di essere sostenuti, altrimenti sembra che si candidino sempre gli stessi.

Eleonora Spagnolo
Eleonora Spagnolo è parte della redazione di LatinaQuotidiano dal 2014. Qui ha alimentato la sua passione per il giornalismo, l'informazione e il web. Nei suoi studi figurano una laurea in Editoria Multimediale e Nuove Professioni dell'Informazione e un master in Web & Social Media Marketing.

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