#Futuro al lavoro non è solo il nome della manifestazione unitaria, organizzata da Cgil, Cisl e Uil, che si è svolta oggi a Roma.

E’ un coro unanime di cittadini, lavoratori, disoccupati, imprenditori che chiedono a questo Governo di fermarsi ed iniziare ad ascoltare.

Un fiume ininterrotto di persone, tra mille colori di bandiere che sventolavano dipingendo di vita, proposte ed idee, la vie della Capitale.

Un corteo umano che ha mosso i primi passi da piazza della Repubblica, vicino alla stazione Termini, ha percorso via Cavour, ha attraversato piazza dell’Esquilino, via Liberiana, piazza di Santa Maria Maggiore, via Merulana, viale Manzoni, via Emanuele Filiberto, per arrivare in piazza San Giovanni in Laterano.

I manifestanti erano così tanti da riuscire a cambiare la normale fisionomia di Roma sostituendo con migliaia di volti le strade e arrivando come un unico cuore pulsante  a far battere piazza San Giovanni.

I temi della manifestazione sono chiari.

La contestazione nasce, infatti, da una manovra considerata, sin dalle prime battute, miope e recessiva perché incapace di affrontare i nodi di fondo e di intervenire sulle cause che hanno determinato la crisi i cui effetti sembrano essere irreversibili.

Sul palco si sono alternati oltre ai leader nazionali di Cgil, Cisl e Uil,  Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo anche tante persone “comuni” che hanno fatto sentire la propria voce e argomentato le ragioni di quella che non è nata come una manifestazione contro qualcosa o qualcuno ma per il lavoro, il rispetto dei diritti e dei ruoli reciproci.

Da Latina verso Roma sono tantissimi i pullman che Cgil, Cisl e Uil hanno organizzato carichi di persone e di una speranza: quella che qualcosa possa davvero cambiare.

Roberto Cecere, segretario provinciale della Cisl di Latina

“E’ stata una grandissima manifestazione. Abbiamo fatto sentire la nostra voce ad un Governo che, di questo passo, rischia di portarci alla deriva. Mancano gli investimenti perchè non ci sono obiettivi chiari. E la logica dei tagli come quelli alla scuola, al pubblico impiego, uniti alla mancanza di investimenti sulle infrastrutture non è certo la risposta per uscire da questa crisi diventata strutturale. Le scelte vanno effettuate con una razionalità che purtroppo non vediamo. Penso al reddito di cittadinanza che è una riforma nella riforma che non inciderà in alcun modo sui livelli altissimi di povertà che caratterizza il nostro Paese. Non si governa sulle realtà virtuali ma su dati concreti. Oggi abbiamo inviato un messaggio chiaro al Governo che non lasceremo certo cadere nel nulla. I sindacati sono un interlocutore diretto che non possono ignorare. Se qualcuno pensa di gettare in mare 50 anni di storia si sbaglia di grosso ed oggi lo abbiamo dimostrato. Quando si parla di welfare, obiettivi e politiche attive per il lavoro non si può prescindere da chi, come noi, queste realtà le vive sulla propria pelle”.

Anselmo Briganti – segretario Cgil Frosinone e Latina

“E’ stata una manifestazione partecipata oltre ogni aspettativa. La parola d’ordine era e resta riaprire il confronto con il Governo su temi chiave quali le pensioni, le infrastrutture, gli investimenti e lo sviluppo per il nostro territorio e per l’Italia in generale. Stiamo vivendo una fase difficilissima. Mancano gli investimenti pubblici fondamentali per rilanciare i cantieri e fare occupazione. I dati sono drammatici. Per questo ci aspettiamo che dopo il successo di oggi nei prossimi giorni si riapra un tavolo di trattative serio su questi temi a partire dalle pensioni. “Quota 100″ è solo una parte di una risposta, magari utile, che il nostro Paese e i lavoratori si aspettano ma non è certo sufficiente rispetto alle esigenze reali dei cittadini che sono quelli che si leggono nelle aziende che, come accade quasi quotidianamente sul nostro territorio, chiudono, nei volti dei lavoratori licenziati, in un’economia ormai in recessione. Un grande risultato che abbiamo raggiunto è stato oltre a far sentire la nostra voce, essere riusciti a dimostrare che l’unità ci rende più forti ciascuno mantenendo comunque la propria identità. Una parte del governo ha dichiarato di essere molto attento alle piazze. Hanno convocato i gilet gialli francesci spero chiamino anche noi”.

Luigi Garullo – segretario provinciale Uil di Latina

“In sincerità non mi aspettatavo un successo come questo. Il polso lo ha dato un caos, ordinato, difficile da governare. Ma sono felice dell’altissima partecipazione a questo evento creato non per manifestare contro qualcosa ma per sostenere le nostre proposte che sono quelle dei giovani, dei disoccupati, dei lavoratori, dei pensionati. Il nostro obiettivo è ridare valore al lavoro che in questi anni è stato screditato. Oggi abbiamo ridato corpo e visibilità alle ragioni di sempre. Il lavoro non può essere una chimera ma è il cardine del nostro Paese, del nostro territorio e della nostra società che deve essere valorizzato attraverso investimenti e coraggio. I nodi sono quelli della burocrazia farraginosa ed elefantiaca che blocca il sistema, di cantieri fermi e progettualità che non partono con riflessi evidenti nel mondo del lavoro. Penso all’emergenza sanità che nel Lazio ha assunto dimensioni ingestibili. Con “quota 100″ rischiamo di passare dal collasso alla morte certificata di un settore chiave per la vita dei cittadini. Basta considerare che la  sanità pontina conta su poco più di 3100 dipendenti ed ha una carenza di organico certificato di 1200 unità sull’organico minimo essenziale. Se a questi aggiungiamo una marea di persone che, in particolare tra quelli che sono in trincea infermieri Oss e tecnici, usufruiranno di quota 100 rischiamo di chiudere la sanità. Le manovre non possono essere calate dall’alto senza prendere atto dei dati reali. O i risultati saranno disastrosi”.