Avrebbero dovuto parlare le difese dello psichiatra di Fondi, Antonio Quadrino, primo imputato nel processo in abbreviatoCertificato pazzo e dell’avvocato Stefania Di Biagio anche coinvolta.

L’udienza, davanti al giudice del tribunale di Latina, Giorgia Castriota, è stata però rinviata al prossimo 1 febbraio, per un impegno di uno degli avvocati, ma i due imputati hanno rilasciato comunque dichiarazioni spontanee.

Quadrino, in particolare, si è dilungato dichiarandosi innocente. Il pubblico ministero Giuseppe Miliano ha chiesto per lui 8 anni di reclusione, per il sistema di certificati medici falsi firmati dal medico al quale si rivolgeva chi voleva – a prezzi stracciati – una pensione di invalidità o un permesso di caccia senza però averne i requisiti.

Sull’aiuto a Del Vecchio ha sostenuto che l’uomo avesse già una pensione e che quindi non capisce in che modo avrebbe potuto fare qualcosa per lui. Ha giustificato le sue uscite dal lavoro dicendo che si recava sempre a fare visite a domicilio. Ha quindi sottolineato – come già avevano fatto i suoi avvocati Oreste Palmieri e Massimo Basile – che l’ipotesi di corruzione non sussiste perché la cifra richiesta sarebbe esigua.

L’avvocatessa non è entrata invece nel merito, ma ha spiegato come questa accusa le abbia cambiato la vita. “Ho studiato Legge – ha detto al giudice – e mai avrei pensato di finire in tribunale come imputata. Ho sempre e solo cercato di aiutare gli altri”.

Il pm ha chiesto per lei una condanna a 2 anni e 4 mesi di reclusione. Stessa richiesta per il medico legale Antonio Di Fulvio, di Nettuno. E ancora 2 anni e 8 mesi per Massimiliano Del Vecchio. Le indagini erano state portate avanti dai militari del Nas di Latina, coordinati dal comandante Felice Egidio.