venerdì 14 Giugno 2024
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Centro alta diagnostica: Lbc spiega perché va rimodulato ma il Comitato non ci sta

Forum Lbc sanità ha spiegato perché il progetto originario Alta Diagnostica non sia praticabile. “La proposta, definita volano per l’intera città per i contenuti scientifici, tecnologici e innovativi, si è rivelata purtroppo gravata da enormi criticità logistiche, gestionali e di fattibilità, che non ne hanno consentito la realizzazione nel corso di questi sei lunghi anni. Infatti, al lontano 2012 risale il primo protocollo di intesa, che prevedeva la realizzazione del Centro proprio all’interno dell’Ospedale Santa Maria Goretti”.

“L’amministrazione Lbc – aggiungono dal Forum – appena insediata si è trovata di fronte ad un progetto già costruito ed apparentemente avviato, ma a maggio 2017 è arrivato il primo vero ostacolo: la Regione ha comunicato, a lavori già in stato di avanzamento, l’inadeguatezza della struttura e pertanto il diniego all’installazione. A questo punto Fondazione, mantenendo l’intento di portare a compimento la realizzazione del Centro, ha proposto una rimodulazione del progetto, finalizzata non solo al superamento del diniego opposto dalla Regione, ma anche e soprattutto a superare le emergenti difficoltà gestionali e di sostenibilità del progetto stesso. Fondazione ha espresso il timore che questo Centro diventasse una “Cattedrale nel deserto” e che in effetti non rispondesse ai requisiti di filantropia e di fruibilità per il territorio, che erano alla base dell’idea originaria. Veniva a mancare, quindi, proprio il requisito iniziale: il beneficio per i cittadini ed il territorio in termini soprattutto di diritto alla cura. L’amministrazione comunale è stata necessariamente tirata in ballo e si è fatta carico di una rivalutazione del progetto, con il solo scopo di realizzarne il migliore possibile per la città e di non sprecare un’occasione così importante”.

“Nell’ambito della rivalutazione è stato svolto un grande lavoro di analisi e di approfondimento tecnico e amministrativo, in modo trasparente e senza finalità di interesse personale, a solo beneficio della popolazione, nel rispetto di un rapporto fattivo con tutti gli attori coinvolti, in primis con Fondazione, che rappresenta una grande risorsa anche per progetti futuri. La rimodulazione tecnologica non è riduttiva, come chiaramente emerge anche nel parere del professor Grassi (Presidente della Società Italiana di Radiologia Medica), e dall’implementazione del progetto stesso con la previsione di realizzare presso l’ospedale Santa Maria Goretti anche una sala operatoria all’avanguardia tecnologica, la Sala Ibrida, ma appare essere migliorativa e più confacente al bisogno di Salute e alle possibilità di Ricerca. Prendendo atto delle criticità di gestione a lungo termine della struttura cosi come era stata prevista nell’accordo del 2015, l’Amministrazione comunale ha riaperto il dialogo con la nuova dirigenza Asl, che si è resa disponibile a far parte del Tavolo”.

Il Comitato pro progetto originario però continua ad avere delle perplessità. “Non possiamo – hanno detto – non porci degli interrogativi dettati dalla poca chiarezza circa alcune questioni emerse”. Interrogativi spiegati in un lungo elenco, molti legati all’insostenibilità economica. Poi contrappongono la relazione tecnica rilasciata dal professore Franco Bui Direttore del UOC di Medicina Nucleare dell’Azienda Ospedaliera Università di Padova – realtà pubblica all’avanguardia che dispone di un Tomografo Ibrido Pet-RM 3 Tesla – che specifica in termini di ricadute e potenziale scientifico, oltre che diagnostico per alcune patologie in particolare, l’enorme potenzialità del macchinario ibrido sopra citato.

“Risulta per noi complicato in virtù di tale relazione comprendere i motivi che spingono l’amministrazione comunale ad accettare una mediazione con la Fondazione. A fronte di queste perplessità e zone d’ombra – concludono – fintantoché mancheranno risposte chiare, il Comitato continuerà a rivendicare in tutte le sedi opportune, il rispetto del Protocollo d’Intesa vigente”.

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