Eleonora Matilde Celentano e Andrea Marchiella
Eleonora Matilde Celentano e Andrea Marchiella

di Katiuscia Laneri – I centri diurni di Latina sono inaccessibili da sette mesi. Lo fanno notare Andrea Marchiella e Matilde Celentano di FdI che chiedono la convocazione della Commissione Welfare con all’ordine del giorno le sorti de Le Tamerici di Borgo Sabotino, il “Centro Salvatore Minenna” di via Mugilla ed il “Casal delle Palme” di Borgo Carso.

“Tutto tace sui centri diurni di Latina, chiusi dall’estate scorsa per lavori di manutenzione con un trasloco forzato” scrivono in una nota.

Le Tamerici, infatti, ha trovato ospitalità presso la parrocchia Stella Maris, al Lido, il Centro Minenna al Garden Hotel ed Casal delle Palme nei locali di Santa Domitilla.

Destinazioni che dovevano essere solo temporanee e, per l’inevitabile periodo di transizione, si confidava nell’impegno e nella professionalità degli operatori della cooperativa Osa, incaricata della gestione delle strutture.

“Quella che sembrava una semplice parentesi sta vivendo però una lunga e preoccupante fase di stasi” scrivono il capogruppo e la consigliera comunale di Fratelli d’Italia che hanno annunciato la presentazione oggi di una richiesta di convocazione della Commissione Welfare.

“Non potevamo non chiedere chiarimenti dopo le numerose segnalazioni pervenuteci da genitori molto preoccupati per i loro ragazzi. Ad oggi non sappiamo se e come quei lavori di manutenzione siano partiti, non conosciamo i motivi che stanno impedendo o rallentando gli interventi previsti e soprattutto non abbiamo idea di quali siano gli ulteriori tempi d’attesa. Sappiamo soltanto che delle persone fragili sono state accolte in sedi provvisorie, sicuramente non adatte ad ospitare attività e progetti ad ampio respiro. Ci risulta che si sia registrata una diminuzione nel numero degli utenti e solo questo dato dovrebbe far riflettere l’Amministrazione. Parliamo di persone con disabilità che necessitano di locali adeguati e di spazi all’aperto, ma anche di soggetti che per le loro problematiche non sono in grado di convivere con scomodi trasferimenti e drastici cambiamenti, dannosi sul profilo della socializzazione e degli stimoli. Le sale parrocchiali erano una soluzione momentanea e siamo certi che gli operatori avranno fatto di tutto per adeguarle alle esigenze degli assistiti. Per un servizio all’altezza, però, servono le strutture adeguate. Strutture che oggi, invece, sono invase dall’erba alta in quegli stessi spazi esterni che ospitavano feste, corsi di giardinaggio e tanto altro. Strutture che sono esposte al rischio di un ammaloramento, inconveniente riscontrato in tanti immobili comunali abbandonati al loro destino. Di recente il sindacato Uil ha lanciato un appello al Comune, ora rinnoviamo anche noi l’invito: riportiamo questi ragazzi a casa loro!”.

Alla chiusura dei centri diurni si aggiunge anche l’enigma sugli operatori che attendono lumi dalla Regione Lazio in merito alla campagna di vaccinazione anti Covid.

Marchiella e Celentano hanno voluto richiamare l’attenzione anche su questo argomento:

“Sembra che alcuni operatori della cooperativa Osa non siano riusciti ad effettuare la prenotazione on line per la vaccinazione anti Covid. A quanto pare la loro categoria non rientra interamente tra quelle prioritarie per la campagna, un’esclusione inaccettabile considerando le loro mansioni. Parliamo di professionisti che si occupano dell’assistenza a soggetti fragili, a contatto inevitabilmente ravvicinato con persone che in molti casi faticano ad indossare la mascherina. Proprio da questa settimana sono iniziate le somministrazioni al personale scolastico e non comprendiamo come si possa pensare di escludere dal piano vaccinale degli operatori molto più esposti dei docenti al rischio di contagio. Non ci sono chiari, inoltre, i motivi della distinzione tra gli attuali esclusi, impiegati nei centri per persone con disabilità, e altri loro colleghi in servizio altrove per la stessa cooperativa. Ci auguriamo che la Regione corra ai ripari al più presto e confidiamo che la Asl di Latina faccia la sua parte, anche perché ci risulta che nella vicina Frosinone non si sia verificato un problema simile”.