mercoledì 5 Ottobre 2022

CENSIS, Italia stanca, sciapa e infelice

Un’Italia sotto sforzo, sciapa e infelice. Questo è il Paese che emerge dal 47simo rapporto sulla società italiana del Censis, presentato dal presidente Giuseppe De Rita e ormai da anni una delle più attente e ascoltate letture sulla situazione italiana.

Una stanchezza e una sfiducia che nascono, rileva in Censis, da un approccio negativo all’ultimo quinquennio di crisi economica e sociale. L’istituto infatti rileva come “negli anni della crisi abbiamo avuto il dominio di un solo processo, che ha impegnato ogni soggetto economico e sociale: la sopravvivenza. C’è stata la reazione di adattamento continuato (spesso il puro galleggiamento) delle imprese e delle famiglie”.

Dalla lettura emerge dunque una sostanziale mancanza di governo dei processi e di spinta a sfruttare le tante occasioni che storicamente le crisi mettono a disposizione di abbia iniziativa, idee e voglia di fare. Al contrario, sembra che tutti si siano rinchiusi a difesa dei loro fortini.

Per fortuna, stesso nelle pieghe delle pagine Censis si trovano spunti e motivi per essere se non ottimisti, almeno consapevoli che non tutto sia perduto. In particolare si parla di grandi energie imprenditoriali e professionali rilevate nel Paese e che “si sprigionano” nel welfare e nel digitale. E anche i tanti italiani che lavorano e studiano all’estero sono visti come una risorsa in quanto “possono contribuire al formarsi di una Italia attiva nella grande platea della globalizzazione”.

Infine, il Censis individua un “possibile nuovo motore dello sviluppo” nella connettività dei soggetti coinvolti nei processi maggiormente innovativi. Una spinta alla connettività che “sarà in orizzontale, nei vari sottosistemi della vita collettiva. A riprova del fatto che questa società, se lasciata al suo respiro più spontaneo, produce frutti più positivi di quanto si pensi”.

Una conclusione di cauto ottimismo e sulla quale tutti dovrebbero riflettere e impegnarsi, nonché una specie di ultima chiamata.

Roberto Miscioscia
Classe 86, imprenditore. Esperto di comunicazione. Osservatore delle dinamiche sociali. Amo la filosofia e mi appassionano le neuroscienze. Il mio libro preferito è MINSET di Carol Dweck... il mio film preferito LIMITLESS.

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