di Katiuscia Laneri – “Opportunista”, così Latina Oggi definisce il segretario Cisl Roberto Cecere. Perché, scrive il quotidiano, “è una bella iniziativa quella di aiutare i ricoverati Covid a fare video chiamate alle famiglie. Ma autoincensarsi anche no”.

“Questa cosa mi ha lasciato perplesso – commenta Cecere raggiunto al telefono –  in una città dove dobbiamo costruire legami di solidarietà, una comunità unita, si pensa addirittura che si possa speculare sul volontariato? Mi sembra una cosa assurda!”.

E spiega: “Sono stato chiamato a dare un contributo. ll contributo economico si può dare subito, ma ciò che costa fatica è quello che viene dato in prima persona. Io mi sono associato all’Istituto per la famiglia di Latina sez. 46 (perché quale associazione nazionale ciascuna città ha una sua sezione specifica) che si occupa di portare la videochiamata presso i malati impossibilitati ad incontrare i propri cari. Da mesi ci battiamo per aprire le porte degli ospedali ai parenti e abbiamo anche raccolto firme per una petizione da presentare al ministro Speranza, al quale abbiamo esposto il problema anche durante la sua visita in città lo scorso 15 ottobre.

Ma visto che non ci sono state risposte e le porte non si sono aperte né si apriranno, ci siamo attivati in prima persona. Quindi non è un qualcosa di occasionale”.

“L’opportunista è colui che fa per sé – continua il segretario Cisl Latina -, che sale sul carro del vincitore, e sono cose queste che non mi appartengono. Anche perché non ne ho bisogno”.

A Latina da oltre 40 anni, Roberto Cecere è tra quei cittadini che vive il territorio a 360 gradi. E’ noto per aver fatto le occupazioni delle fabbriche più lunghe della storia sindacale della città, che gli dimostra gratitudine e consenso ogni giorno. Non solo attraverso gli iscritti del sindacato che rappresenta (oltre 50mila tesserati), ma anche quando cammina per le vie della città.

“Non mi preoccupa il giudizio messo su carta da uno pseudo direttore di giornale. Tra l’altro io stesso sono un giornalista pubblicista e sinceramente un direttore così non lo vorrei. Assolutamente! Ne prenderei le distanze immediatamente. Ma non mi spiego il motivo. Capisco che uno deve pur guadagnare lo stipendio e quindi probabilmente si deve difendere la posizione del padrone di turno che gli impone cosa scrivere, però un lavoro intellettuale segue una via intellettuale. Se questa è la linea editoriale di Latina Oggi è giusto non leggerlo. Non dico di non comprarlo, perché mi rendo conto che con le vendite si pagano gli stipendi, però la città deve sapere e capire. Bisogna anche sapersi schierare e io l’ho fatto sempre coi più deboli. Questa è la mia natura”.

L’odore di una probabile candidatura a Sindaco di Latina potrebbe essere un motivo?

“Se il direttore Alessandro Panigutti vede gli avversari, io vedo il nulla. Se questa dovesse essere la spiegazione, allora si è trattata di una mossa assolutamente controproducente. In queste ore, infatti, la rete si sta muovendo tutta a mio favore. Sto ricevendo tantissimi messaggi di stima e solidarietà. Questo vuol dire che il tentativo di danneggiare la mia immagine è stato solo un boomerang. Sappiamo tutti quanto l’era moderna pone il giornalista nel ruolo di semplice moderatore,  in questo caso il direttore del giornale cartaceo è stato mal consigliato. Ciò ha fatto ancora più danno ad un mezzo d’informazione, quello stampa, già gravemente in crisi”, conclude Roberto Cecere.