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Cisl Latina, Cecere: “Fare il bene di Latina significa offrire una cultura forte”

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Di Raffaele Di Ronza

Si è tenuto giovedì 13 gennaio, il XIX congresso del sindacato Cisl di Latina. Un tavolo rotondo tra Cisl, sindacati, amministrazione locale e regionale, rettori universitari e le delegazioni di industriali che riuniti per l’occasione hanno avuto la possibilità di discutere di etica, economia, sviluppo e lavoro sul territorio.

Ma il XIX congresso di Latina è stato anche un importante momento di riorganizzazione interna: E’ stato confermato alla carica di Segretario Generale della Cisl Latina, Roberto Cecere, per i prossimi 4 anni. La conferma di Cecere alla guida del sindacato pontino è garanzia di continuità con gli importanti progetti di sviluppo del territorio.
Una prima sfida per Cecere è sicuramente la crescita culturale di Latina. Al tavolo rotondo, svoltosi giovedì, hanno partecipato attivamente Prorettore per le sedi esterne dell’Università La Sapienza di Roma, Giuseppe Bonifazi, il Professor Ordinario di Storia dell’Etica presso l’Università degli Studi di Roma Tre, Mario De Caro, il Professore Ordinario e Direttore del Dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo, Roberto Morozzo Della Rocca.

Come ricorda Roberto Cecere sono 30 anni che l’Università La Sapienza è sul territorio di Latina e questo dà un contributo culturale fondamentale per la città. Il segretario è convinto che fare il bene della territorio significhi offrire una proposta culturale forte.
“Sul territorio l’università offre un’ottima formazione tecnico-scientifica, ma le industrie farmaceutiche dell’area non sono appetibili per i laureandi a Latina – dice Cecere – I laureati in ingegneria ambiscono alle grandi industrie del nord Italia, mentre i laureati in medicina non hanno a disposizione scuole di specializzazione nelle vicinanze, trovandosi costretti a spostarsi in altre zone d’Italia. Per questo dialogando con le Università siamo arrivati alla conclusione che è fondamentale incrementare l’offerta formativa e universitaria. Alla città e ai laureandi del territorio serve un Polo tecnologico-universitario – sottolinea il Segretario – devono aumentare i corsi di specializzazione in Medicina nel Lazio e portarne di nuovi a Latina”.

L’offerta formativa però non può limitarsi al settore tecnico-scientifico, ma secondo Cecere nella storia di Latina trova spazio un altro corso di formazione: il Dipartimento arte musica e spattacolo (Dams), corso di studi che manca sul territorio e che si sposerebbe perfettamente con la storia di latinense.

“Il Dams è un’occasione per portare sul territorio una Facoltà d’Arte che manca – continua Cecere – che non entrerebbe in competizione con gli altri atenei perché non hanno questi corsi. Sono convinto che Latina abbia una predisposizione al cinema per tutta la storia sullo schermo che può vantare e tutto la provincia ha tantissimo da offrire, ma deve essere valorizzato. Siamo un paese che ama il cinema e che lo sa fare, ma la cinematografia italiana è rimasta molto artigianale mentre le pellicole straniere hanno seguito uno sviluppo industriale. Rafforzare una facoltà di cinematografia garantirebbe uno sviluppo alla grafica digitale, contributo a rendere all’avanguardia il cinema italiano”.

Il segretario Cisl di Latina, Roberto Cecere è molto deciso nell’esporre i progetti per la città e la provincia perché come lui stesso afferma: “A Latina c’è una vivacità che va’ colta” e proprio in questo senso il pensiero non può che andare all’amministrazione pubblica e alla politica. Cecere riconosce che c’è bisogno della politica, da un lato il sindacato propone, ma nel capoluogo pontino a mancare è proprio la decisione politica.

“Per realizzare questi progetti culturali abbiamo bisogno della politica, il Sindaco Coletta era presente al tavolo e a più riprese abbiamo ricordato che l’ente comunale deve lavorare in questa direzione: l’investimento culturale per la città. L’Ex Banca d’Italia – prende come esempio Cecere – potrebbe essere adibita a museo o a mostra d’arte. Uno dei palazzi più belli della città trasformato in un luogo di prestigio culturale.

Le cose da fare sono tante specialmente in vista dell’arrivo dei fondi del Piano nazionale ripresa e resilienza. Grazie ai fondi europei siamo pronti a proporre i progetti di aziende green, abbiamo bisogno di un’istruzione solida per realizzare la transizione ecologica e tecnologica che auspichiamo. Attualmente a Latina non c’è posto per le nuove imprese, ma utilizzando bene questi finanziamenti su tutto il territorio pontino si possono acquisire i terreni dismessi per dargli una nuova dignità eco-sostenibile”.

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